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Commissariamento Banca Etruria: spunta perdita di bilancio da 400 milioni

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400 milioni. A tanto ammonterebbe la dimensione della perdita preconsuntiva 2014 di Banca Etruria, l’istituto aretino su cui è scattato settimana scorsa il commissariamento da parte del Tesoro su proposta di Bankitalia. A riportare l’entità della perdita è oggi il Corriere della Sera che ricostruisce le convulse ore dell’11 febbraio scorso quando i commissari di Banca d’Italia hanno fatto irruzione nella sede di Banca Etruria nel corso del cda della banca. 

Commissariamento già sfiorato un anno fa 
Il quotidiano di via Solferino rimarca come il motivo principale del blitz di via Nazionale risiede nella mancata svolta in tema di governance da parte dell’istituto popolare che tra il 2009 e il 2014 ha speso 14 milioni di euro solo per retribuire consiglieri e sindaci. Vertici di Banca  Etruria che annoverano anche il nome di Pier Luigi Boschi, vice presidente della banca aretina e padre del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi. Il Corriere della Sera sottolinea poi come già la scorsa primavera la banca era già a un passo dal commissariamento nel caso di ricandidatura del precedente presidente, Giuseppe Fornasari, indagato per falso in bilancio dalla procura di Arezzo insieme all’ex direttore generale Luca Bronchi. A subentrargli nel ruolo di presidente è stato Lorenzo Rosi, considerato un suo delfino e quindi una scelta in continuità non in linea con la svolta a livello di governance chiesta da Bankitalia.
Le azioni Banca Etruria dal 13 febbraio sono sospese a tempo indeterminato in Borsa. 
Lo scorso anno su Etruria era arrivata l’offerta della Popolare Vicenza con Opa a 1 euro per azione. Proposta rigettata dalla banca aretina senza essere sottoposta all’assemblea dei soci.