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Commercio: vendite ferme a giugno. 2 italiani su 3 tagliano spesa alimentare e ‘scelgono’ i discount

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Le vendite al dettaglio restano al palo a giugno, con quasi il 70% degli italiani che taglia la spesa alimentare e decide di acquistare nei discount. Secondo i dati diffusi stamattina dall’Istat le vendite al dettaglio hanno mostrato a giugno una variazione nulla rispetto al mese precedente e un calo del 2,6% su base annuale. Le variazioni tendenziali negative si registrano sia per le vendite di prodotti alimentari (-2,4%) sia per quelle di prodotti non alimentari (-2,8%). Con riferimento alla forma distributiva, nel confronto con il mese di giugno 2013, le vendite sono diminuite sia per le imprese della grande distribuzione (-1,3%) sia per quelle operanti su piccole superfici (-3,9%). Gli analisti si aspettavano un calo mensile dello 0,5% e annuale dello 0,6%. Dati che mostrano come al momento il bonus Irpef di 80 euro del governo Renzi non sia riuscito nell’impresa di risollevare i consumi degli italiani. 
Coldiretti: 2 italiani su 3 tagliano spesa alimentare
Gli italiani decidono di tagliare anche a tavola. Due su tre (pari a circa 67%) hanno, infatti, ridotto la spesa in qualità e quantità, con pesanti effetti su tutta la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Una tendenza che emerge da una analisi condotta da Coldiretti sui dati Istat odierni che segnalano rispetto allo scorso anno un crollo record delle vendite nei piccoli negozi alimentari (-5 per cento) ma anche nella grande distribuzione alimentare (-1,4 per cento). Si salvano solo i discount (+0,5 per cento). “Le difficoltà economiche – sottolinea Coldiretti – hanno obbligato gli italiani a tagliare anche la spesa con tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48 per cento rispetto all’inizio della crisi”. A cambiare, secondo l’associazione, non è solo la qualità dei prodotti acquistati ma nel primo semestre del 2014 il carrello della spesa si è ulteriormente svuotato con una flessione degli acquisti per latte e formaggi (-5%), e per l’ortofrutta (-2 per cento), pur in presenza di una generale riduzione dei prezzi. In calo le uova (-3 per cento) che tradizionalmente sostituiscono la carne nei momenti di difficoltà economica. 
Coldiretti si attende, tuttavia, una leggera inversione di tendenza positiva nella seconda parte del 2014. Secondo l’associazione sarà proprio la spesa alimentare, che rappresenta la seconda voce dei budget familiari, a beneficiare maggiormente del bonus di 80 euro al mese per alcune categorie di lavoratori dipendenti, disoccupati e cassintegrati  che destinano una quota rilevante del proprio reddito all’acquisto del cibo.
Codacons: “il bonus da 80 euro ha fatto flop su tutti i fronti”
“Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – afferma il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”.
“Il settore del commercio sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi – a causa dell’impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”.