Come vincere gli Europei: per spiegarlo scende in campo la London School of Economics

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 28/06/2012 - 16:26

Il cucchiaio di Pirlo può servire, ma per arrivare in fondo a Euro 2012 serve anche tanta strategia.

Per questo motivo Ignacio Palacios Huerta del dipartimento di Management della London School of Economics, una delle più prestigiose istituzioni accademiche al mondo, ha studiato 2.820 calci di rigore battuti nelle maggiori competizioni mondiali tra il 1970 e il 2008. Arrivando al seguente risultato: la squadra che tira per prima dal dischetto ha il 60% di probabilità di vincere, chi batte per secondo solo il restante 40 per cento. Una differenza che può sembrare minima, ma che a conti fatti si traduce in un vantaggio del 20 per cento. La spiegazione di Palacios Huerta è che la pressione psicologica è nettamente maggiore su chi si trova a dover calciare dagli 11 metri conoscendo già l'esito del rigore calciato dagli avversari.
 
Sarebbe questo il motivo per cui, secondo il ricercatore, al lancio della monetina le squadre sceglierebbero istintivamente di calciare per prime. Una preferenza confermata dai numeri ma con una dolorosa eccezione: il match Italia-Spagna agli Europei del 2008. L'Italia che aveva la possibilità di scegliere, decise di tirare dopo i campioni spagnoli, con il risultato negativo che tutti ricordiamo.

La London School of Economics non è l'unica istituzione ad essersi cimentata nell'analisi delle grandi manifestazioni calcistiche.

Lo scorso febbraio la Banca centrale europea ha reso noto uno studio sugli impatti sul trading dei Mondiali di calcio in Sudafrica. La Bce ha dedicato la propria attenzione agli effetti delle partite sull'attività di trading, scoprendo che i match giocati durante l'orario di lavoro (in Sudafrica diverse partite si giocavano quando in Europa era pomeriggio) avevano l'effetto di distogliere l'attenzione degli operatori dal mercato tanto da ridurre notevolmente gli scambi. Tre i risultati raggiunti: quando la nazionale del Paese di appartenenza è impegnata sul campo il numero di operazioni scende del 45% e i volumi del 55%; l'attività dei mercati è influenzata da ciò che accade nel corso dei match (ad esempio un goal causa un ulteriore calo dell'attività di trading pari al 5%); durante una partita la correlazione tra le performance del mercato azionario delle nazioni in campo e quelle dell'azionario globale cala di circa il 20 per cento.

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