Come una palla di neve (Fondionline.it)

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Il grande problema della crisi del credito consiste nel conoscere il nome di tutte le società esposte alla tormenta. Quando si getta una pietra lungo il fianco di una montagna innevata, questa inizia a rotolare e a crescere, alimentandosi della neve e degli altri elementi che raccoglie durante il suo incedere. Se lo strato nevoso è molto spesso, la palla raggiungerà dimensioni tali da consentirgli di trascinare via tutto quel che incontra lungo il suo percorso, per poi terminare la sua corsa in pianura. Gli accadimenti che hanno interrotto l’allegro e spensierato mercato del credito a basso costo, possono essere paragonati alla vita di una palla di neve. Gli elevati tassi di default registrati dai sottoscrittori di ipoteche ad alto rischio (subprime) si sono trasformati nella spinta che ha provocato la caduta del masso, trascinando tutti gli assets coinvolti dal fenomeno (società finanziarie, banche, fondi comuni di investimento). Il problema è che all’orizzonte non si intravede una pianura dove questa mole di magnitudine planetaria possa concludere la sua corsa. La prima vittima è stata la New Century, società regina delle ipoteche junk negli Stati Uniti, che ha dichiarato default lo scorso 2 aprile, dopo che i suoi grandi creditori (Goldman Sachs, Bank of America e Lehman Brothers) hanno deciso di chiudere i rubinetti del credito. Il crollo dell’entità si trasformò in un primo allarme per i mercati internazionali, che iniziarono ad intravedere le prime ombre.

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