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Colpo di coda di Merkel alla Spagna, no ad aiuti retroattivi

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Alla fine un accordo, seppur in tarda notte, è arrivato. La due giorni di Consiglio europeo a Bruxelles si conclude con un compromesso sulla vigilanza bancaria che mette d’accordo Francia e Germania, in disaccordo sui tempi e sul numero di banche sulle quali la Bce di Mario Draghi supervisionerà.

Il testo finale prevede che la vigilanza bancaria centralizzata avrà una cornice legislativa entro il 1° gennaio e il lavoro per la sua attuazione operativa sarà portato avanti nel corso del 2013. Pace fatta quindi tra la Merkel e Hollande. Il cancelliere tedesco è infatti in questo modo riuscita ad ottenere un rallentamento dell’attuazione della vigilanza unica e quindi dell’entrata in azione del fondo salva Stati Esm a favore degli istituti spagnoli. Questo perché il testo prevede che i finanziamenti diretti erogati dall’Esm potranno partire solo quando il meccanismo unico di supervisione (Ssm) sarà operativo. Quest’ultimo si è deciso che partirà gradualmente dal 2013: prima di tutto sulle banche sotto programma di aiuto, in seguito sugli istituti di credito a carattere sistemico e solo dopo per tutte le altre banche per l’inizio del 2014. Reazione positiva anche per il presidente francese che ha detto di aver ottenuto un buon compromesso, con una tempistica più veloce possibile.

Ma la Merkel non risparmia un ultimo colpo di coda alla Spagna. La ricapitalizzazione non potrà essere retroattiva. Traduzione: Madrid non ne potrà beneficiare. Se una ricapitalizzazione sarà possibile, ha sottolineato il cancelliere tedesco, lo sarà solo in futuro, quindi ci si augura che quando il supervisore sarà operativo si spera che non si avranno più problemi con le banche spagnole.

Soddisfatto il premier Mario Monti che fa sue le parole del presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker a proposito della Grecia. “Si è stabilito in modo definitivo che nessuno pensa, né chiede, di escludere la Grecia dall’eurozona né di metterla in una posizione in cui si autoescluda”. Sui tempi di attuazione del nuovo meccanismo il primo ministro ha dichiarato che non manca più moltissimo tempo alla messa in opera ‘up and running’ di un sistema di vigilanza unitaria.