Colpaccio di Basf: compra la connazionale Cognis e il mercato apprezza

Inviato da Micaela Osella il Mer, 23/06/2010 - 09:52

Torna d'attualità il mercato dell'M&A. Dopo un lungo inverno è Basf a mettere a segno un colpaccio. Di quelli che hanno il sapore antico degli affari d'oro. Il gruppo tedesco, numero uno mondiale nella chimica, ha rilevato la connazionale Cognis, una società che produce additivi chimici usati in una larga gamma di prodotti industriali. E gli addetti ai lavori plaudono.

L'acquisizione è stata finalizzata con un'operazione di 3,1 miliardi dopo l'intesa con l'attuale proprietà: il fondo Permira, la banca Goldman Sachs e il gruppo Sv Life Sciences. In realtà il prezzo reale sarebbe pari a 700 milioni, che poi lievita a 3,1 miliardi tenendo conto del debito netto e il capitolo pensioni. Ma al di là dei dettagli, lo shopping tedesco viene accolto positivamente dagli analisti di mercato.

E' ricca la dote di Cognis, che aggiungerà circa 2,6 miliardi di ricavi al fatturato di Basf e che rappresenta la prima grande acquisizione per il colosso della chimica dopo quella dell'anno scorso di Ciba Holding per 3,45 miliardi di franchi svizzeri. Come sottolineano alcuni esperti si tratta di una operazione che conferma quanto si sapeva da aprile ossia della volontà di Basf di voler allargare il suo perimetro. In particolare l'acquisizione di Cognis permetterà al gruppo tedesco di estendere il proprio business al di fuori dei commodity chemicals, come l'ammoniaca o il cloro.

"E' una acquisizione che ha perfettamente senso per entrambe le società coinvolte perché insieme cresceranno più in fretta in un mercato che presenta sfide importanti". Anche secondo un altro analista, si tratta di un merger che ben si sposa alla strategia di espansione indicata più volta da Basf avvenuto a un prezzo giudicato fair. Con ritorni che si annunciano ghiotti. Dalle slides della presentazione si apprende che il deal dovrebbe avere risvolti positivi nel giro di pochi anni: l'acquisizione di Cognis, si stima, avrà un impatto accrescitivo sull'utile per azione a partire dal 2012.

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