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Colloqui di lavoro: le domande che decidono sull’assunzione

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“Mi parli brevemente di lei”. “Dove si vede tra cinque anni”? Queste sono alcune delle tipiche domande rivolte dal responsabile delle risorse umane al candidato che aspira al posto di lavoro per cui sta sostenendo un colloquio. Domande apparentemente banali e generiche, ma che servono a chi seleziona il personale per capire che tipo di persona abbia di fronte e per sondare alcune abilità non riscontrabili direttamente, come la capacità di analisi, la sincerità, l’ambizione. Attraverso un sondaggio tra 650 manager, Robert Half International – società di recruiting specializzato – ne ha individuate cinque che si rivelano decisive sull’assuzione. E ha individuato la maniera giusta e quella sbagliata di rispondere.

Ecco, in dettaglio, le 5 domande più gettonate dai selezionatori e i consigli su come rispondere.

1) “Mi parli brevemente di sé”.

Cosa fare: rispondere prontamente, facendo un riassunto incisivo della propria carriera professionale. Frasi concise ma dettagliate, che descrivono esperienze maturate e risultati ottenuti, in modo da far capire rapidamente che cosa si è in grado di offrire.

Cosa non fare: parlare della propria vita privata e dei propri hobby.

2) “Perché vorrebbe lavorare per la nostra società?”

Cosa fare: presentarsi al colloquio con una conoscenza approfondita della società, informandosi sul sito aziendale e tramite la documentazione commerciale.

Cosa non fare: rispondere sulla base delle proprie esigenze finanziarie, sottolineando di essere attratti dallo stipendio e dai benefit offerti.

3) “Qual è il suo principale punto debole?”

Cosa fare: essere sinceri e consapevoli, dimostrando la propria abilità nella risoluzione dei problemi.

Cosa non fare: menzionare un difetto evidentemente falso, oppure far finta di essere perfetti. E, naturalmente, non enumerare una serie infinita di difetti.

4) “Dove vede se stesso tra cinque anni?”

Cosa fare: è bene cercare di apparire ambiziosi pur mantenendo un atteggiamento di realismo. Si può citare il desiderio di crescere professionalmente, oppure sottolineare il desiderio continuo di apprendere.

Cosa non fare: focalizzarsi su un obiettivo eccessivamente elevato o che realisticamente non sarà conseguibile in 5 anni. Evitare anche sogni e desideri più o meno suggestivi.

5) “Perché desidera lasciare la società per la quale sta attualmente lavorando?”

Cosa fare: ribadire ciò che piace del ruolo anziché lamentarsi del lavoro che si intende lasciare. Sottolineare che si desidera cogliere una grande opportunità e non fuggire da una situazione spiacevole, esibendo una mentalità positiva predisposta al lavoro di squadra.

Cosa non fare: parlare male dell’attuale datore di lavoro e mostrarsi amareggiati o risentiti.

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