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Clinton o Trump? Non importa, il dollaro è destinato a rafforzarsi in qualunque caso

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Il dollaro è destinato a rafforzarsi, sia nel caso di vittoria di Hillary Clinton che in quello di un’affermazione di Donald Trump. Parola di Julius Baer Group, al vertice, per il secondo trimestre consecutivo, della classifica stilata da Bloomberg sull’accuratezza delle stime.

La vittoria dell’esponente democratica è destinata a favorire il biglietto verde perché rappresenta il mantenimento dello status quo e la continuazione del processo di normalizzazione della politica monetaria. Con Donald Trump presidente invece, il dollaro dovrebbe rafforzarsi contro le valute emergenti in scia delle politiche protezioniste annunciate dal tycoon.

“È il momento di acquistare il dollaro, non importa chi sarà il vincitore nella corsa alla presidenza”, rileva David Kohl, n.1 per la ricerca sul valutario di Julius Baer. Nell’anno corrente, il greenback è visto in rafforzamento del 4% rispetto allo yen, contro il -13,5% registrato fino a questo momento.

Tra i maggiori cross valutari, il cambio che dovrebbe capitalizzare maggiormente, continua Kohl, “l’eventuale vittoria di Trump, ma anche quello lo scenario rappresentato da un successo di Hillary Clinton, è probabilmente quello con lo yen”.

Dollaro in rafforzamento nel caso in cui il nuovo Presidente dovresse essere Trump anche per Rand Merchant Bank (seconda nella classifica Bloomberg) mentre ABN Amro (terza) si attende un indebolimento della divisa statunitense.

“Le sue politiche spingeranno gli Stati Uniti a rinchiudersi in se stessi e questo indebolirà le fondamenta dell’economia”, spiega Georgette Boele di ABN Amro. “L’economia statunitense è destinata ad essere più isolata, gli scambi commerciali diminuiranno e gli investimenti esteri diretti pagheranno dazio”.