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Clima negativo sui mercati in attesa del check-up sul lavoro Usa

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Oggi pomeriggio alle 14:30 verrà reso noto il check-up mensile sul mercato del lavoro statunitense. I mercati azionari hanno preparato, per accoglierlo, una scenografia da profondo rosso. Nella seduta di giovedì l’indice S&P500 ha terminato le contrattazioni con un ribasso superiore al 3% così come d’altronde ha fatto in Italia il FTSE Mib. Oggi la discesa è ripresa con cali superiori al 2,5%.


Eppure il dato sugli occupati nei settori non-agricoli d’Oltreoceano nel mese di gennaio, dovrebbe spingere in direzione opposta i mercati, sulla strada del buon umore. L’attesa ripresa dell’occupazione, ultimo tassello mancante perché la ripartenza dell’economia non sia solo un fuoco di paglia, dovrebbe manifestarsi con un incremento che gli analisti stimano in una forchetta tra le 5.000 e le 20.000 unità. La sensibilità delle Borse nonché dell’amministrazione Obama sul tema è però molto elevata e la reazione dei mercati lo dimostra.


Anche perché alcune premesse alla pubblicazione del dato non sono certo rassicuranti. Nelle ultime settimane le nuove richieste di disoccupazione si sono mosse verso l’alto. L’ultimo dato pubblicato ieri ha visto una crescita a 480.000 contro stime a 460.000. Inoltre il mese di gennaio è considerato atipico per l’andamento del mercato del lavoro a causa di fattori stagionali legati alla fine delle festività natalizie. Per contro, invece, l’attenzione è ben maggiore sulle revisioni dei dati sulle nuove buste paga e sul tasso di disoccupazione contenuti nel report di gennaio e che interesseranno gli anni a partire dal 2005.

Con riferimento ai dati da marzo 2008 a marzo 2009 la revisione potrebbe essere drastica e tutt’altro che positiva con 824.000 posti di lavoro in meno creati. Una variazione che sposterebbe la lancetta del numero di disoccupati nel corso della crisi a oltre 8 milioni di unità e con un tasso di disoccupazione che potrebbe stabilizzarsi sopra la doppia cifra, al 10,1%.