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Classifica miglior dividend yield 2019 dell’Euro Stoxx 50: Intesa Sanpaolo la migliore, Eni al top per rapporto rischio rendimento

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La forte correzione che ha colpito i mercati azionari nel 2018 ha portato con sé anche un aumento dei rendimenti dei dividendi di Piazza Affari. L’avvicinarsi del periodo dello stacco delle cedole da parte di molte società quotate potrebbe riaccendere l’attenzione degli investitori.

 

Ma nell’attuale contesto di mercato, la ricerca e scelta di titoli con dividendi interessanti rimane una strategia premiante?

 

La risposta sembra essere affermativa. Dopo il netto calo dei rendimenti dei titoli Governativi, l’interesse sugli asset più rischiosi e dunque anche sui dividendi societari ha dominato le strategie di investimento da parte di molti gestori di portafoglio. Non rappresenta una novità che le fonti di reddito fisso come le obbligazioni e i depositi risparmio abbiano perso attrattività. Basti pensare che in Europa il rendimento più alto a 2 anni sia detenuto dai governativi nostrani con uno yield dello 0,5%. Se poi si guarda a Titoli di debito governativi mid term, notiamo che sui 5 anni, in Europa, i migliori rendimenti sono quelli di Italia (+1,7%) e Grecia (+3,1%).

 

L’effetto congiunto di fame da rendimenti e spostamento di ingenti masse sull’azionario però non deve far dimenticare la maggior rischiosità collegata a questo asset. Anche in questo caso però il dividendo rappresenta un elemento stabilizzatore all’interno dei portafogli. Ecco perché nel proprio portafoglio è preferibile inserire titoli di società solide sui fondamentali, e con una buona politica di dividendi. Come si posiziona Piazza Affari in termine di dividendi?

 

Il Ftse Mib spicca in Europa per rendimento stimato nel prossimo biennio

Il Ftse Mib è da sempre stato un indice piuttosto generoso in termini di cedole. In particolare, se prendiamo il dividend yield stimato per il 2019 e 2020 da parte degli analisti, notiamo (vedi tabella) che in ambo i casi il Ftse Mib rappresenta l’indice con i rendimenti attesi più alti. Per il 2019 infatti il mercato si aspetta un rendimento circa del 5% e del 5,3% nel 2020. Valori che si confrontano con una media dei principali indici del Vecchio Continente negli stessi anni del 4,2% e 4,5%.

Un risultato anche in linea con lo storico degli ultimi anni e che beneficia di diversi fattori. Sicuramente vi è una componente strutturale, poiché l’indice italiano è a prevalenza composto da titoli come utility e finanziari che tendenzialmente presentano dividendi interessanti, soprattutto se nella base azionaria figurano fondazioni ed enti pubblici.

 

Il Ftse Mib è dunque il miglior indice su cui puntare se si vuole adottare una strategia basata sui dividendi nel medio lungo periodo? In realtà guardare solo il dividend yield stimato non basta, perché bisogna anche vedere qual è il rischio che si “paga” per quel rendimento. Per far ciò abbiamo rapportato il dividend yield di ogni singolo anno dal 2014 al 2018 dei principali indici europei alla loro volatilità annua e abbiamo calcolato infine la mediana di tale rapporto. Ne esce così un ratio che ci dice mediamente negli ultimi 5 anni quali sono stati gli indici che hanno mostrato un rapporto rischio rendimento migliore in termini di dividend yield.

Nella tabella sopra trovate la classifica dei migliori indici europei rispetto al ratio su citato. Come si vede ai primi posti abbiamo il Ftse 100 e a pari merito il PSI 20 e l’Euro Stoxx 50. Il nostro listino principale invece si trova agli ultimi posti. Il Ftse Mib, se pur generoso in termini di dividend yield, avendo una volatilità notevole, sembra non essere il miglior listino a cui attingere per sviluppare una strategia di lungo periodo sui dividendi.

 

A questo punto non ci rimane che sviluppare questo tipo di analisi anche sui titoli di una dei tre migliori indici per rapporto rischio rendimento: l’Euro Stoxx 50. Scelta legata al fatto che ne fanno parte i titoli a maggior capitalizzazione d’Europa e tra cui rientrano anche tre titoli italiani (Eni, Enel e Intesa Sanpaolo).

 

È di Intesa Sanpaolo il miglior dividend yield 2019

Partiamo anche in questo caso col mostrare i migliori 15 titoli dell’indice per dividend yield atteso nel 2019 e nel 2020. Come si vede dalla tabella, i cui valori sono ordinati per il rendimento atteso quest’anno, Intesa Sanpaolo domina il quadro dei titoli dell’Euro Stoxx 50 con uno yield del 9,51%. Sul podio anche Societe Generale con un dividend yield 2019 quasi del 9% e Unibail Rodamco Westfield (gruppo attivo nel settore della gestione immobiliare e colosso mondiale dello shopping e del retail real estate) con il 7,4% di rendimento.

 

Eni sul podio per miglior rischio-rendimento negli ultimi 5 anni

 

Per chi puntasse alla massima resa del dividendo quest’anno, avrebbe nei titoli sopra in tabella le migliori opportunità fornite dall’Euro Stoxx 50. Invece, da un’analisi aggiustata per la volatilità del sottostante (più utile per chi investe nel medio lungo periodo) le cose sembrano stare diversamente.

 

Nella tabella sotto abbiamo riportato infatti i migliori 15 titoli dell’Euro Stoxx 50, ordinati in funzione del ratio storico ottenuto dal rapporto tra i dividend yield degli ultimi 5 anni e la volatilità degli ultimi 5 anni (stesso metodo usato sopra per gli indici di mercato). È interessante notare che nonostante il 64% dei titoli dell’indice sia di nazionalità francese (18) e tedesca (14), tra i migliori 15 titoli per rischio rendimento (del dividendo), meno del 50% appartengono a queste due nazionalità. Due dei tre titoli italiani invece risultano essere nella parte alta della classifica. In particolare, sul podio, al secondo posto, troviamo Eni che a buon titolo rientra tra i titoli migliori (dell’Euro Stoxx 50) da tenere in portafoglio nel medio lungo periodo per usufruire di ricche cedole, pur mantenendo un profilo di rischio inferiore agli altri membri del paniere.

Nei prossimi giorni l’Ufficio Studi di FinanzaOnline pubblicherà un’analisi analoga dedicata esclusivamente ai dividendi del Ftse Mib.

 

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