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Citigroup chiede scusa al Giappone

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Scuse con rispettoso inchino, secondo i canoni dell’educazione Giapponese, per l’amministratore delegato di Citigroup Charles Prince dopo gli scandali che hanno riguardato le attività della maggiore banca mondiale nel Paese del Sol Levante. Le investigazioni dell’autorità di controllo Fsa hanno messo in luce la scarsa presenza di controlli interni e la mancata supervisione da parte della casa madre americana sulle attività in Giappone che hanno portato ad infrangere le regole di comportamento aziendale e ad accumulare ingenti profitti in maniera illegale. La punizione è stata pesante per Citigroup, con la chiusura della sua banca d’affari giapponese a cui si affianca la decisione annunciata ieri di terminare i servizi di consulenza nel campo della gestione degli investimenti ed in quello immobiliare. Parecchi alti dirigenti hanno dovuto abbandonare i loro incarichi, tra questi Deryck Maughan presidente di Citigroup International, Thomas Jones a capo della gestione degli investimenti e Peter Scaturro alla guida della banca d’affari. Altri 12 dirigenti hanno dovuto lasciare la compagnia e 11 hanno dovuto subire un netto taglio dei loro emolumenti.