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Citigroup, attesa per la trimestrale più difficile

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Il primo dei tre appuntamenti che si susseguiranno in settimana con le trimestrali del mondo bancario è atteso a ora di pranzo, prima dell’apertura di Wall Street, quando il più grande gruppo finanziario mondiale, Citigroup, svelerà al mercato i conti del quarto trimestre 2007. A illustrare i risultati degli ultimi tre mesi del 2007 ci sarà l’amministratore delegato, fresco di nomina, Vikram Pandit, il quale dovrà anche spiegare quali passi verranno compiuti per rimettere in sesto il gruppo scosso dalla tempesta scatenata dai mutui subprime.


Le attese degi analisti sono pessimistiche. Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giornie riprese dal network Cnbc, Citigroup potrebbe presentare svalutazioni del valore del portafoglio crediti per circa 24 miliardi di euro e ricorrere a tagli lavorativi intorno alle 17.000 unità. Il risultato trimestrale dovrebbe essere invece negativo per oltre 4 miliardi di euro, pari a poco meno di un dollaro per azione contro l’utile di 1,04 dollari per azione registrato nello stesso periodo dello scorso anno.

Tra i provvedimenti che verranno presi per risollevare i capital ratio della società, anche un probabile taglio dei dividendi che potrebbe aggirarsi, secondo le stime degli analisti, attorno al 40%. Si tratterebbe di un cambiamento di linea da parte di Citigroup che aveva dichiarato l’intenzione, poco più di due mesi fa, di mantenere invariato il pay-off per i propri azionisti.


Sul fronte della raccolta di fondi da investitori stranieri, Citigroup conta di raccogliere circa 10 miliardi di euro. Il denaro dovrebbe arrivare dai fondi sovrani Temasek di Singapore, dalla Kuwait Investment Authority, dal principe saudita Al Waleed mentre una battuta d’arresto è da registrarsi nelle trattative con China Development Bank. Il governo cinese avrebbe infatti imposto un veto all’acquisizione di una quota da 2 miliardi di dollari nel capitale della banca statunitense. Non sono chiare le motivazioni dello stop e se questo sia stato effettivamente imposto da Pechino. Il ministro delle Finanze della Repubblica Popolare, Li Yong ha infatti dichiarato di non conoscere nulla sulle trattative in corso ma che il governo non interferirà con gli affari della banca.


Nel capitale di Citigroup è già presente la Abu Dahbi Investment Authority che ha acquisito, lo scorso novembre, una partecipazione del 4,9% per un valore di 7,5 miliardi di dollari.


Nella seduta di lunedì i titoli Citigroup hanno chiuso le contrattazioni a New York con un rialzo dell’1,75% a 29,06 dollari per azione.