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Citi-Wachovia e Bnp-Fortis, la febbre degli affari in tempi di crac sale in Europa

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Fare affari in tempo di crisi? Quando i rubinetti del credito sono chiusi e la paura domina sui mercati, chi ha liquidità in cassa, approfitta per comprare a prezzi scontati. Perché mai come in questo momento va in cash is king, il re è denaro, come dice una vecchia massima americana. Lo prova Warren Buffett, un investitore che raramente sbaglia un colpo: nel giro di una settimana, con la sua società Berkshire Hathaway, l’oracolo di Omaha ha messo 5 miliardi di dollari in Goldman Sachs, in difficoltà dopo il fallimento di Lehman Brothers e poi ha fatto il bis in General Electric, investendo 3 miliardi in azioni privilegiate. Non è forse un caso che Citigroup e Wells Fargo stiano litigando per aggiudicarsi Wachovia. Lunedì scorso Citi aveva raggiunto un accordo per acquisire le attività bancarie di Wachovia, ma venerdì Wells Fargo si è fatta avanti con un’offerta per l’intera società. Risultato: è dovuta intervenire la Federal Reserve per trovare un compromesso. Nel frattempo Citi ha chiesto almeno 60 miliardi nella causa legale avviata contro Wachovia e Wells Fargo. E la febbre sta salendo anche in Europa. Bnp Paribas ieri ha annunciato che comprerà le attività belghe e lussemburghesi di Fortis, in una transazione “spinta” dai governi di Bruxelles e Lussemburgo, dopo che il piano di aiuto non aveva fermato la fuga dei clienti. E probabilmente gli affari non sono finiti.

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