Cipro e la spada di Damocle

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 20/03/2013 - 09:57

Di seguito pubblichiamo un'analisi di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist - Exane BNP Paribas, sulla situazione di Cipro. Per l'esperto mentre il default di un paese della zona Euro rappresenta il rischio principale sul lungo termine, nel breve i mercati appaiono ancora non impostati sul "panic mode". Tuttavia se nei prossimi giorni non si dovesse pervenire a trovare un accordo, le banche cipriote dovrebbero riaprire gli sportelli ma la BCE non sarà in grado di sostenere gli istituti insolventi. In questo scenario, come mostrano i negoziati odierni tra Mosca e Nicosia, un ruolo cruciale potrebbe essere ricoperto dalla Russia, che potrebbe concedere prestiti esterni alla Banca centrale cipriota.




Ieri il Parlamento Cipro ha respinto l'accordo della tassa sui depositi nonostante la proposta di rendere esenti dall'imposta i depositi sotto i 20.000 euro. Nel breve termine, i mercati non dovrebbero essere in "panic mode" ma la situazione aumenta la pressione sull'Euro e sui rendimenti sovrani dei paesi core della zona Euro.




Per uscire dalla situazione di impasse creata, la soluzione potrebbe essere quella di rendere non applicabile l'imposta sui depositi fino a 100.000 euro (scenario core). In tal caso, il contributo da parte dei partner della zona Euro o della Russia dovrebbe essere di ammontare maggiore. Inoltre vi sono rumours su un probabile acquisto della Banca Popolare di Cipro da parte di una banca russa. Qualora tale situazione si concretizzasse, questo potrebbe determinare un calo della tassa a cui dovrebbero essere soggetti i depositanti russi.




Se nei prossimi giorni non si dovesse pervenire a trovare un accordo, le banche cipriote dovrebbero riaprire gli sportelli ma la BCE non sarà in grado di sostenere gli istituti insolventi. Una situazione di tal tipo darebbe vita a controlli sul capitale e spingerebbe la Banca Centrale di Cipro a stampare denaro o a cercare finanziamenti esterni, per esempio dalla Russia.




Appare abbastanza chiaro che si cercherà di ridurre al minimo il costo di ristrutturazione del debito per i contribuenti europei. Alla luce degli ultimi eventi, continuiamo a ritenere che il default di un paese della zona Euro rappresenti il rischio principale sul lungo termine. Per quanto riguarda l'Unione Bancaria, la situazione di Cipro mostra che il costo della ricapitalizzazione delle banche spagnole o irlandesi difficilmente sarà mutualizzato a livello europeo.
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