Cipro rifiuta il salvataggio. Rischio contagio?

Inviato da Riccardo Designori il Ven, 22/03/2013 - 17:23

Di seguito pubblichiamo un'analisi di Wouter Sturkenboom, Investment strategist di Russell Investments, sui risvolti che la crisi di Cipro potrebbe avere per l'isola del Mediterraneo e per l'Europa. L'esperto traccia 4 possibili scenari che potrebbero verificarsi dopo il voto contrario espresso dal Parlamento di Nicosia al piano di salvataggio approvato nel corso dell'Eurogruppo della passata settimana. L'economista tuttavia evidenzia che teoricamente qualunque scenario non dovrebbe preoccupare vista l'esigua grandezza del Paese. Grecia e Portogallo rimangono però vigili sui prossimi step che interesseranno la vicenda cipriota.




Il voto di martedì scorso del Parlamento di Cipro apre le porte a una situazione che nessuno ha mai visto e affrontato prima e, con una certa facilità, potrei dire che nessuno può sapere cosa accadrà. Posso, comunque, ipotizzare alcuni scenari futuri:




Scenario 1: Il pacchetto di salvataggio sarà rinegoziato. Questo starebbe a significare che, votando no, Cipro ha scoperto con successo il bluff della Troika. Da un lato, questo scenario non è del tutto improbabile, poiché l'ammontare del prestito in gioco è relativamente basso, mentre il rischio di un'uscita di Cipro dall'Unione Monetaria Europea è molto alto. Dall'altro lato, le possibilità di successo di una rinegoziazione sono poche poiché richiederebbero inevitabilmente qualche forma di trasferimento fiscale diretto.




Senza questo trasferimento, credo che l'impegno economico per il Fondo Monetario Internazionale sarebbe troppo oneroso per essere accettato. Politicamente, poi, sarebbe una strada molto ripida da percorrere e da far accettare ai vari parlamenti in Germania e in Olanda. Gli investitori ricordano il supporto dato dalla maggior parte dei partiti politici tedeschi al pacchetto di salvataggio - e al relativo intervento sui depositi - che è stato rifiutato.




Scenario 2: la Russia cavalca la situazione. Cipro potrebbe decidere di cadere nelle braccia della Russia, vendendo la sua seconda maggiore banca a Gazprom, allungando la durata del suo prestito di 2,5 miliardi di Euro dal 2014 al 2020 e vendendo azioni della società nazionale di gas cipriota. Ritengo, tuttavia, che questo non sarebbe sufficiente per recuperare i 5,8 miliardi di Euro richiesti ai fini del salvataggio. Se Cipro volesse, inoltre, mantenere il prestito di 10 miliardi di Euro da parte della Troika, un nuovo prestito russo che coprisse la differenza non credo sarebbe gradito. L'ipotesi, inoltre, di un salvataggio totalmente a carico della Russia per un ammontare di 15,8 miliardi di Euro sembra improbabile rendendo quindi questo scenario difficile da realizzarsi.




Scenario 3: Cipro esce dall'Unione Monetaria Europea. Senza l'operazione di salvataggio, la Banca Centrale Europea (BCE) ritirerebbe il suo programma Emergency Liquidity Assistance (ELA) che insieme a un assalto agli sportelli bancari porterebbe quasi certamente al collasso del sistema finanziario cipriota non appena le banche riaprissero. In risposta a questa eventualità, il governo di Cipro potrebbe decidere di uscire dall'Unione Monetaria Europea, di nazionalizzare il sistema bancario e di riconvertire tutti i depositi in una nuova valuta. La nuova valuta si svaluterebbe significativamente appena emessa portando al collasso dell'economia. Questo rappresenta appunto lo scenario di default. Poiché non è nell'interesse di nessuno, credo che questo scenario sarà in qualche modo evitato.




Scenario 4: Prendere tempo. Questo è il nostro scenario più probabile. Poiché nessuno sa cosa fare, l'opzione preferibile per chiunque sia coinvolto è prendere tempo sino a quando non si raggiunga un qualche tipo di accordo. Il fatto che la BCE abbia dichiarato che è disposta a immettere liquidità nel perimetro delle regole esistenti, è come prendere tempo. L'incertezza, comunque, rimarrà molto alta e credo che questo non beneficerà i mercati finanziari. Senza conoscere cosa accadrà nei prossimi giorni, ci sono poche conclusioni che possiamo trarre da questa situazione. In primo luogo, la Troika sembra "essersi data la zappa sui piedi" con la scelta di richiedere un prelievo sui depositi bancari. Non solo ha distrutto la fiducia che le persone hanno nella sicurezza dei depositi, ma ha anche fallito nel tentativo di assicurare una soluzione sicura per Cipro. In secondo luogo, questo rappresenta un precedente che avrà ripercussioni nel futuro.




Teoricamente, considerato il peso di Cipro, non dovrebbe preoccupare quale sarà lo scenario. L'impatto economico diretto sarà trascurabile qualsiasi cosa accada. Ora è in gioco, comunque, il rischio di contagio alla Grecia e al Portogallo, cosi come agli altri paesi periferici, ed è quello che tutti dovrebbero guardare con attenzione. Indicatori di questo contagio sono gli spread sui CDS, gli spread sulle obbligazioni e le quotazioni dei titoli finanziari.
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