Cipro: il prelievo forzoso proposto ha compromesso la credibilità della salvaguardia dei conti correnti

Inviato da Riccardo Designori il Ven, 22/03/2013 - 17:37

Di seguito pubblichiamo un commento di Tristan Cooper, analista del debito sovrano di Fidelity Worldwide Investment. L'esperto trae spunto dalla tensione causate delle incertezze concernenti l'implementazione dei prelievi forzosi sui conti correnti delle banche cipriote. A suo avviso, qualunque sarà l'esito delle negoziazioni in corso la fiducia degli investitori internazionali è ormai compromessa. Non solo nei confronti degli istituti di credito dell'isola ma più in generale verso la credibilità della salvaguardia dei conti correnti.




"Qualora il Governo di Cipro rifiutasse di ratificare l'implementazione di prelievi forzosi sui conti correnti, sarebbe comunque improbabile che le minacce della Troika (cioè Banca Centrale Europea, Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale) si traducano in uno stop agli aiuti a favore delle banche di Cipro. Il rischio di un collasso del sistema bancario cipriota, infatti, rende molto probabile che le trattative fra la Troika e Cipro continuino fino a che non sarà trovata una soluzione di compromesso accettabile per tutte le parti in causa.




Al contempo, qualunque sarà l'esito delle negoziazioni in corso, la fiducia dei numerosi investitori internazionali che utilizzano le banche di Cipro, è oramai compromessa. E' quindi probabile una vasta fuga di capitali dal Paese, che potrebbe introdurre misure di controllo sui capitali al fine di evitare una crisi bancaria.




L'aspetto più discutibile dell'annuncio di sabato circa i prelievi forzosi sui conti correnti delle banche di Cipro è, infatti, l'idea di sacrificare lo spirito della garanzia dei depositi bancari in nome di un modesto risparmio nel quadro complessivo delle finanze pubbliche del Vecchio Continente. Tuttavia, anche qualora le autorità cipriote ed europee rinunciassero al prelievo forzoso sui depositi di minore importo a Cipro, resterebbe comunque a nostro avviso un problema legato alla perdita di credibilità della salvaguardia dei conti correnti.




Riteniamo, infine, molto improbabile che la situazione cipriota provochi nell'immediato una corsa agli sportelli in altri paesi periferici. Infatti, in Irlanda, Spagna e Grecia le vulnerabilità sistemiche delle banche sono state già affrontate (quanto meno nella prima fase), mentre il settore bancario italiano risulta a nostro avviso sufficientemente solido da non costituire una fonte primaria di rischio economico-finanziario".
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