Cipro: posticipata la riapertura delle banche, aumenta l'ansia in Europa

Inviato da Luca Fiore il Mer, 20/03/2013 - 20:04

Le autorità cipriote provano a prendere tempo. Poco fa il Ministero delle Finanze del Paese nell'annunciare che gli istituti di credito resteranno chiusi anche domani e dopodomani ha spostato la riapertura delle banche a martedì prossimo, visto che lunedì è festività nazionale. "Le banche resteranno chiuse per assicurare la stabilità finanziaria", si legge nella nota diffusa dall'esecutivo, "durante i giorni di chiusura, non sarà effettuata nessuna transazione bancaria".

Lo spauracchio, alla luce della proposta di prelievo forzoso sui conti correnti nettamente bocciata ieri dal parlamento di Nicosia (36 voti contrari e 19 astenuti), è rappresentato dalla corsa agli sportelli per chiudere i conti con un sistema bancario la cui esposizione è pari a circa sette volte il Pil nazionale.

Proseguono le trattative con la troika
A questo punto le autorità hanno tempo fino a martedì per trovare un nuovo accordo con la troika (Ue-Bce-Fmi) e/o con le autorità russe, interessate a difendere gli enormi interessi economici detenuti nella piccola isola del Mediterraneo.

Stando alle indiscrezioni circolate nelle ultime ore, la troika sarebbe intenzionata a bocciare il "Piano B" avanzato dalle autorità cipriote che punterebbero a raccogliere 2,4 miliardi di euro tramite conversione dei fondi pensione in titoli di Stato. "Abbiamo davanti a noi negoziati difficili", ha detto il Cancelliere tedesco Angela Merkel, divenuto il capro espiatorio della protesta degli isolani.

Con la troika a Nicosia, a condurre le trattative con Mosca ci sta pensando il Ministro delle Finanze Michael Sarris che però nel corso del pomeriggio ha ammesso che "non ci sono offerte, non c'è niente di concreto".

L'imperativo a questo punto è fare presto
"Bisogna trovare una soluzione in tempi molto rapidi", ha detto Christian Clausen, Presidente della Federazione bancaria europea. "Si tratta di una questione che va risolta in pochi giorni, prima che sia troppo tardi", anche perché, ha proseguito Clausen, "il nodo della questione è rappresentato dall'impatto che tutta questa vicenda avrà sulla fiducia in Europa".  

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