Cinque sorprese per l'Europa nel 2006

Inviato da Redazione il Mer, 18/01/2006 - 11:10
"La valutazione dei titoli europei a bassa capitalizzazione è più forzata di quanto lo sia mai stata negli ultimi 16 anni rispetto a quella dei titoli europei ad ampia capitalizzazione", sostiene Raj Shant, gestore del Mellon Continental European Equity Fund. Con l'inizio del nuovo anno i gestori possono concedersi di fare ciò che amano di più: previsioni sul futuro. "Dopo aver letto numerose analisi nel corso dell'ultimo mese possiamo riferire con certezza che il consensus nel settore è il seguente", sostiene Shant: la Bce incrementerà i tassi con cautela fino al 2,75% e probabilmente li diminuirà nuovamente entro la fine dell'anno; le azioni europee aumenteranno di circa il 10% in valute locali; la Germania continuerà con successo il processo di ristrutturazione; l'Italia replicherà la scarsa performance di quest'anno, dopo che il suo mercato azionario ha registrato i risultati peggiori tra i principali mercati europei; i titoli ad ampia capitalizzazione registreranno finalmente una performance superiore a quelli a bassa capitalizzazione e gli investimenti growth supereranno gli investimenti value. Questo per quanto concerne il consensus. Ma vale sempre la pena di considerare più attentamente le possibili sorprese che potrebbero sovvertire queste previsioni. Il money manager di Mellon ne ha individuato cinque che potrebbero turbare il 2006: la Bce aumenta i tassi in misura rilevante portandoli a livelli più elevati di quanto previsto attualmente dai mercati; le azioni europee chiudono l'anno su livelli praticamente invariati e con l'incremento dei tassi di interesse subentra il rischio che alcuni operatori finanziari cessino di utilizzare finanziamenti a buon mercato per acquistare titoli sui mercati azionari in rialzo; le aziende in Germania continuano a superare il resto dell'economia; la recessione in Italia all'inizio del 2005 ha spinto molti osservatori a interrogarsi sul suo ruolo nell'ambito dell'euro; forse il 2006 sarà infine l'anno in cui i titoli ad ampia capitalizzazione registreranno una performance superiore a quelli a bassa capitalizzazione e i titoli growth supereranno i titoli value. Questa è l'opinione del consensus, ma non sarebbe in realtà una sorpresa se il consensus avesse veramente ragione su questo aspetto? La valutazione dei titoli europei a bassa capitalizzazione è più forzata di quanto lo sia mai stata negli ultimi 16 anni rispetto a quella dei titoli europei ad ampia capitalizzazione. A cura di www.fondionline.it
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