Cina: i temi di investimento più promettenti nell'Anno del Cavallo

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 06/02/2014 - 12:30

La Cina, principale motore della crescita in Asia e seconda
potenza economica mondiale avviata a divenire la prima economia nel corso dei
prossimi anni, ha festeggiato lo scorso 31 gennaio il suo Capodanno, con l'avvio
dell'Anno del Cavallo. Con l'occasione, Raymond Ma, Gestore del fondo FF China
Consumer Fund di Fidelity Worldwide Investment ha commentato i temi di
investimento cinesi più promettenti per i prossimi 12 mesi. Di seguito
pubblichiamo il punto di vista del gestore.


 


Con il dodicesimo Piano Quinquennale (2011-2015) la Cina
aveva annunciato di volere puntare a un miglioramento qualitativo, piuttosto
che quantitativo, della propria crescita adottando politiche economiche mirate innanzitutto
a stimolare i consumi interni e ad accelerare l'ammodernamento dell'industria.


 


Più recentemente, a fine 2013, il Terzo Plenum del Partito,
ha fatto emergere con vigore la volontà politica di trasformare l'economia
cinese con una transizione da un modello basato su investimenti ed esportazioni
a uno incentrato sui consumi. Il Terzo Plenum ha, infatti, adottato un
programma di riforme sistemiche che puntano a trasformare l'economia e la società
cinese.


 


È evidente l'impegno del Presidente Xi Jinping a ridurre
l'intervento dello Stato nel mercato, dando a quest'ultimo un ruolo di maggiore
importanza nella determinazione dei prezzi delle risorse e creando un contesto
competitivo uniforme per le imprese di proprietà statale. Si apre, così, la
strada a un maggiore protagonismo dei settori privati nell'economia cinese.


 


Il documento programmatico del Terzo Plenum elenca, inoltre,
importanti riforme finalizzate allo stimolo dei consumi interni e a una
ridistribuzione del reddito. Il programma prevede, per esempio, un sostanziale
allentamento della politica del figlio unico, la negoziabilità dei diritti di
proprietà terrieri, l'abolizione del sistema di certificazione di residenza
"Hukou" nelle città minori e, dunque, un maggiore accesso al welfare e alla
previdenza sociale per i lavoratori migranti nelle aree metropolitane.


L'obiettivo comune di queste iniziative è quello di
alimentare la domanda interna e di accrescere la penetrazione della ricchezza e
dei consumi, in particolare nelle aree rurali e nelle province minori. Queste
riforme dovrebbero contribuire a stimolare i consumi interni, a beneficio dei comparti
produttivi a questi collegati.


 


Come gestore del fondo FF China Consumer Fund - prosegue Raymond
Ma - prediligo i settori della "Nuova Cina" proprio perché sono
composti in gran parte da imprese private che nei prossimi anni dovrebbero
registrare una crescita molto più sostenuta rispetto al resto dell'economia
cinese. Sulla scia delle riforme recentemente annunciate sono, inoltre,
ottimista per l'Anno del Cavallo.


 


Per il 2014 mi aspetto, infatti, un incremento stabile del
PIL cinese nell'ordine del 7,5-7,7%. Si potrebbe osservare un rallentamento
della crescita degli investimenti pubblici in immobilizzazioni fisse e nelle
esportazioni, ma al contempo i consumi dovrebbero evidenziare un'espansione del
9-10% al netto dell'inflazione e nonostante la campagna anti-corruzione, che impatta
negativamente alcune tipologie di beni di consumo.


 


La crescita dei consumi sarà ulteriormente sostenuta dalla
solidità dell'occupazione, dalla crescita vigorosa dei salari, dalla stabilizzazione
delle prospettive economiche e dall'aumentata ricchezza derivante dall'apprezzamento
degli immobili residenziali.


 


La Nuova Cina si va, quindi, delineando in un contesto nel
quale la forza lavoro e le risorse a basso costo non saranno più il fulcro
della crescita economica e verranno sostituite da una crescita più sostenibile
e da un'economia maggiormente incentrata sui consumi interni, sul mercato e
sulle imprese private.


 


Vi sono, però, asset - conclude il gestore del FF China
Consumer Fund - che risultano penalizzati nello scenario che si va formando, come
le materie prime e i prodotti industriali che hanno registrato una crescita
eccezionale negli ultimi trent'anni ma che oggi hanno problemi di capacità in
eccesso, mentre i maggiori beneficiari della


 


Nuova fase di crescita saranno i settori della Nuova Cina,
cioè le migliori aziende attive non solo nei settori dei beni di consumo
discrezionali e di base, ma anche nei settori dell'informatica e di internet, delle
assicurazioni, delle energie rinnovabili e della sanità.


COMMENTA LA NOTIZIA