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La Cina spaventa i mercati, minimi a un anno per Piazza Affari. Petrolio a picco

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Nuova giornata turbolenta per le Borse mondiali con la Cina a innescare la miccia delle vendite. Come già successo lunedì, è scattato il blocco automatico delle contrattazioni quanto Shanghai cedeva il 7%. La People’s Bank of China ha svalutato nuovamente la valuta locale fissando lo yuan a 6,5646 contro il dollaro Usa, lo 0,51 per cento in meno rispetto al livello precedente. 
A favorire la tensione degli operatori anche l’annuncio delle autorità cinesi che hanno introdotto nuove regole per limitare le vendite di partecipazioni azionarie da parte dei grandi azionisti. Dal 9 gennaio gli azionisti di rilievo dovranno notificare con un anticipo di 15 giorni l’intenzione di vendere e non potranno cedere più dell’1% in tre mesi.

Mercati sotto stress, a Milano tonfo per titoli oil e risparmio gestito 
Fattore Cina che sta scuotendo le Borse europee protagoniste di una partenza choc con cali generalizzati. Il Dax di Francoforte è sceso in avvio sotto la soglia dei 10 mila punti e segna un calo di oltre il 2%; calo del 2,89% per l’Eurostoxx 50 e del 2,8% per il Cac 40 parigino. 
Partenza in forte calo anche per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib segna un calo del 2,28% a quota 19.957 punti dopo aver toccato in avvio un minimo a 19.631 punti (livelli più bassi dal gennaio 2015) con una raffica di sospensioni per eccesso di ribasso. Pesanti soprattutto i titoli oil (-4,6% Tenaris e -3,5% Eni) sul nuovo calo delle quotazioni del petrolio. Tra i bancari segna il passo Mps (-3,7% a 1,055 euro) sui nuovi minimi storici. Male anche i testimonial del risparmio gestito con flessioni di oltre il 4% per Azimut e Banca Mediolanum.

Ieri la banca Mondiale ha tagliato le stime di crescita per il 2016 ritenendo che il rallentamento della Cina prolungherà il crollo delle materie prime. L’istituto con sede a Washington ha abbassato le sue previsioni per il 2016 una crescita al 2,9 per cento rispetto al +3,3% indicato nel mese di giugno. 
Il petrolio continua a segnare il passo con quotazioni ai livelli più bassi a 12 anni. I futures del petrolio Wti  a New York sono scivolati  fino al 5,5 per cento a 32,10 dollari al barile (minimo da dicembre 2003) oggi sulle preoccupazioni per il rallentamento economico della Cina, il più grande consumatore al mondo di greggio.