La Cina si conferma calda, boom Pil e inflazione. E i prezzi corrono anche in Italia...

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 15/04/2011 - 12:48

L'economia cinese continua a surriscaldarsi. L'impennata del Prodotto interno lordo e dell'inflazione è stata certificata questa mattina dai dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino. A marzo il Pil è cresciuto del 9,7%, oltre le previsioni che indicavano +9,4%, mentre l'inflazione ha mostrato un balzo del 5,4%, il livello più elevato dal luglio 2008. Considerando i primi tre mesi del 2011, il Pil è aumentato del 9,7% e i prezzi al consumo di 5 punti percentuali, trainati dagli aumenti da capogiro del settore immobiliare (+34% gli investimenti nel primo trimestre 2011) e dei generi alimentari (+11%). Il tutto nonostante le recenti misure adottate dal governo cinese per raffreddare l'economia, come i quattro rialzi dei tassi d'interesse inanellati dallo scorso ottobre.

Gli investitori stanno già scommettendo sulle prossime mosse che Pechino dovrà adottare per raffreddare l'economia ed evitare l'esplosione di tensioni sociali. Il mercato si attende quindi un ulteriore aumento dei tassi, una stretta ai cordoni del credito e una rivalutazione dello yuan. Dopo la diffusione dei dati, il Governo del gigante asiatico ha subito dichiarato di mettere in atto tutte le opzioni necessarie per tenere sotto controllo la stabilità dei prezzi, in particolare nel comparto immobiliare.

Il premier Wen Jiabao ha inoltre affermato l'intenzione di rendere più flessibile lo yuan. "Visto che l'inflazione cinese è molto più alta della nostra, l'apprezzamento reale nei confronti del dollaro è di circa il 10% annuo - aveva dichiarato lo scorso mese il segretario del Tesoro Usa, Timothy Geithner -. Se questo processo dovesse continuare, sarebbe un vantaggio competitivo per noi e i nostri partner commerciali". Ma per ora, aveva sottolineato Geithner, le variazioni "sono molto graduali".
 
Ma l'inflazione non è un problema esclusivamente cinese. Le recenti fiammate del petrolio, in scia alle rivolte scoppiate nei Paesi del Nord Africa, hanno risvegliato l'inflazione anche in Europa e in Italia. Questa mattina i dati Istat hanno certificato per marzo un aumento dei prezzi in Italia del 2,5% su base annua, il top dal novembre del 2008. Nel Belpaese è boom dei prezzi dei carburanti: la benzina ha mostrato un rialzo del 12,7%, mentre il diesel è avanzato di oltre 18 punti percentuali.

Anche gli ultimi dati relativi al vecchio Continente confermano questo trend: a marzo l'inflazione si è portata al +2,7% dal +2,6% stimato dagli economisti. Ieri il Bollettino mensile della Bce è stato chiaro: per tutto il 2011 il tasso resterà sopra il target del 2%, la soglia critica fissata dalla Bce. Secondo l'istituto di Francoforte "la vigorosa crescita economica dei mercati emergenti, sostenuta dalla liquidità abbondante su scala mondiale, potrebbe ulteriormente alimentare i rincari delle materie prime".

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