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Cina: segnali di rallentamento e timori di una intesa commerciale fragile con gli Usa

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La Cina torna a preoccupare i mercati finanziari, che dopo giorni di guadagni, si prendono una pausa di riflessione muovendosi più cauti. Dal fronte commerciale, le dichiarazioni, arrivate dopo l’incontro bilaterale Usa-Cina dei giorni scorsi, lasciano sperare in una intesa commerciale nei prossimi mesi, ma si teme che qualsiasi accordo verrà raggiunto, sarà comunque fragile. A preoccupare anche il dato sull’inflazione in Cina, più debole delle attese, a conferma del rallentamento della sua economia. L’indice dei prezzi al consumo è salito infatti a dicembre dell’1,9% su base annua, meno del +2,1% atteso e del +2,2% precedente. Si tratta dell’aumento più contenuto dal settembre del 2016.

E così questa mattina i listini asiatici si sono mossi contrastati e la piazza di Tokyo ha chiuso in calo dell’1,29%. La cautela si è trasferita in Europa dove i listini hanno aperto sotto la parità. Ieri sera l’umore era ancora positivo con Wall Street che ha inanellato un’altra seduta in rialzo grazie alla Federal Reserve. Dai verbali dell’ultima riunione è emerso che la Fed “può permettersi di essere paziente” in merito a future eventuali strette monetarie. I funzionari della banca centrale americana hanno ammesso che il percorso della politica monetaria Usa appare a questo punto “meno chiaro”, a causa della crescita dell’inflazione, che rimane ancora poco convincente. Stasera è atteso il discorso del governatore della Fed, Jerome Powell.