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La Cina protesta per le isole Senkaku, aziende nipponiche chiudono le serrande

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In occasione dell’anniversario dell’invasione giapponese della Manciuria, si rinfocolano le proteste dei cittadini cinesi contro il Giappone a causa della contesa che si protrae da anni sulle isole Senkaku. Le violente manifestazioni nelle città di Shanghai, Chengdu e Shenzen, benchè controllate a vista dalle forze dell’ordine cinesi, hanno indotto varie aziende nipponiche a chiudere i battenti nelle loro sedi locali per evitare di diventare bersaglio dei facinorosi. Tra le aziende che hanno deciso di chiudere le serrande nella giornata di oggi, Canon, Toyota e Honda. Nissan ha sospeso la produzione in due impianti della Cina meridionale, mentre Mitsui Electric, fornitore di Nintendo, ha sospeso le operazioni di produzione a causa dei danni riportati a seguito delle proteste. Le isole Senkaku si trovano nella parte orientale del Mar della Cina, e sono controllate dal Giappone (che la scorsa settimana ne ha acquistate tre dal privato cittadino che ne era proprietario). Da tempo però sono contese tanto dalla Cina quanto dal Taiwan. Nei mesi estivi la protesta cinese contro la presunta usurpazione del territorio da parte del governo nipponico si è andata sempre più riscaldando, fino a giungere alle proteste di questi giorni.

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