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Cina pronta a nuovi interventi per sostenere l’economia

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La flessione registrata da tutti gli indicatori economici della Cina negli ultimi due mesi ha indotto questa mattina il presidente Wen Jiabao a dichiarare, davanti ai microfoni della tv di stato, come da parte di Pechino ci sia la possibilita’ di avviare nuove operazioni di politica monetaria, lasciando cosi intendere che il Paese asiatico potrebbe intervenire presto per rilanciare la crescita economica e dicendosi fiducioso che i target di crescita verranno rispettati.

Operazioni che trovano la strada spianata grazie al calo dell’inflazione che a luglio ha fatto segnare un +1,8% annuo dal +2,2% del precedente mese, portandosi cosi ai minimi dal gennaio del 2010. Tra le mosse che il mercato ritiene più probabili c’e’ quella per una nuova riduzione del coefficiente di riserva obbligatoria degli istituti di credito, ossia il livello di liquidità che le banche commerciali devono obbligatoriamente destinare alla banca centrale senza poterla impiegare.

A luglio la produzione industriale e’ cresciuta ad un tasso inferiore alla attese, pari al 9,2% annuo dal 9,5% del mese precedente. Il consensus degli analisti prevedeva invece una crescita al 9,8%. EâEUR(TM) il quarto mese consecutivo che la crescita è sotto il 10%, tendenza che non si vedeva dalla crisi del 2008-2009. In frenata anche le vendite al dettaglio che sono cresciute invece al ritmo del 13,1% annuo rispetto al 13,7% del mese precedente.

A luglio si e’ registrato anche il crollo a sorpresa della bilancia commerciale a 25,15 miliardi di dollari, contro un dato precedente di 31,72 miliardi e rispetto alle attese che erano per un rialzo a 35,05 miliardi di dollari. Le esportazioni sono scese dall’11,3% all’1% (attese all’8%).

Numeri che confermano il debole andamento registrato nella prima parte dell’anno. Nel secondo trimestre del 2012 il Pil della seconda economia mondiale ha evidenziato una crescita del 7,6% su base annuale, livello più basso degli ultimi 3 anni. Una crescita comunque sopra il target del 7,5% indicato da Pechino per quest’anno e sopra il +6,6% fatto registrare dopo il collasso di Lehman Brothers e che rappresenta il punto di minimo dell’ultimo decennio. A luglio il Fmi ha corretto al ribasso le stime sul Pil cinese, atteso ora in crescita dell’8% nel 2012.