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La Cina promette riforme per raffreddare l’economia (Fondionline.it) -2

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Attualmente le imprese straniere pagano un’imposta societaria del 15%, mentre la tassazione per quelle nazionali arriva al 33%. Con l’introduzione della nuova legge, il trattamento per entrambe dovrebbe attestarsi al 25%. Un altro punto della riforma consiste nell’impegno del governo per migliorare il meccanismo che regola il cambio dello yuan -che secondo il governo degli Stati Uniti è sottovalutato per favorire le esportazioni-, ma finora nessuna misura concreta è stata presa per modificare il cross nel breve termine.
Nel suo discorso, il primo ministro cinese ha criticato la mancanza di separazione tra funzioni amministrative e gestionali, che provocherebbe il dilagare della corruzione e dello spreco nel settore pubblico. L’altro importante obiettivo indicato da Wen Jiabao è la riforma verde, con cui la Cina si propone di conciliare la forte crescita economica con la riduzione dell’inquinamento. Fino a questo momento il gigante asiatico è riuscito a ridurre dell’1,23% l’energia utilizzata per unità di produzione (percentuale nettamente inferiore al 4% previsto). Se l’attuale trend non sarà invertito, la Cina potrebbe superare nel 2009 gli Stati Uniti nella classifica dei paesi più inquinanti del pianeta.
Il terzo punto forte del discorso pronunciato dal primo ministro riguarda il miglioramento delle condizioni di vita dei 900 milioni di contadini (ai quali ha promesso l’eliminazione dei costi dell’istruzione obbligatoria, nuovi investimenti per 513 mln di Usd per portare l’acqua potabile a più di 20 milioni di cittadini, e ulteriori 220 milioni di Usd per la costruzione di strade rurali).