Cina: prezzi degli immobili ancora sotto controllo, no all'apprezzamento dello yuan

Inviato da Floriana Liuni il Mer, 14/03/2012 - 10:40
Nessun allentamento dell'austerity sui prezzi delle case. Parola del premier cinese Wen Jibao, che, parlando ad un congresso nel suo Paese, ha affermato che i prezzi degli immobili, anche se in rallentamento, sono comunque troppo alti, e che misure di controllo sono ancora necessarie per evitare il gonfiarsi e l'esplodere di una bolla che danneggerebbe tutta l'economia.
 
No alla bolla immobiliare, il settore arretra in Borsa
 
"Se lasciamo che il mercato immbilirare si sviluppi in maniera cieca" ha detto Jibao, "si svilupperà una bolla. E se la bolla esplode, non solo il mercato degli immobili sarà influenzato negativamente, ma le conseguenze si ripercuoteranno su tutta l'economia cinese". I prezzi delle case, ha aggiunto Jibao, sono ancora lontani da un "livello ragionevole", che dovrebbe invece essere proporzionato ai redditi e ai costi delle costruzioni, permettendo nello stesso tempo un margine di profitto per gli operatori del real-estate.
Dopo le parole del premier gli indici cinesi hanno registrato perdite fino al 4%; Shanghai ha poi chiuso a -2,6%, con il settore immobiliare in calo del 3,7%.
 
Aumenta la capacità di prestito delle banche, lo yuan resta debole

Decisioni in vista anche sul fronte monetario. Il governatore della Banca centrale di Cina, Zhou Xiaochuan ha infatti comunicato che è in arrivo un ulteriore allentamento delle richieste di riserve obbligatorie nelle banche (tuttora sopra al 20% ma possibilmente riducibili a livelli già visti nella storia cinese, come il 6%), aumentando così la capacità di prestito degli istituti di credito e la presenza di liquidità nel sistema finanziario cinese.

Nessuna indicazione, invece, quanto ad un prossimo apprezzamento del renminbi cinese; segno che la politica di sostegno delle esportazioni resta in vigore, anche se, secondo gli analisti, tale modello di sviluppo dovrebbe cambiare in maniera più decisa, con un apprezzamento di almeno il 40% della valuta cinese, che focalizzerebbe lo sviluppo sulle importazioni e sull'economia interna. Il cambio con il dollaro è stato fissato oggi a quota 6,3328, dal precedente 6,3259. Secondo il vice del governatore della banca centrale cinese con delega sulle politiche monetarie, nessuna crescita di valore della moneta cinese è in vista nel prossimo futuro.

COMMENTA LA NOTIZIA