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Cina: politica monetaria si apre al mondo, yuan legato a paniere di monete

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Storico passo della Cina verso le altre aree del commercio mondiale. Il Celeste Impero ha infatti deciso di abbandonare la rigida politica monetaria degli ultimi 10 anni e venire incontro alle richieste di Stati Uniti ed Europa, che chiedevano a gran voce un ammorbidimento delle posizioni, giustificato dall’alta crescita dell’economia cinese che sta strangolando ampi settori dell’economia soprattutto del Vecchio Continente. La sottostima della valuta cinese era infatti ormai sotto gli occhi di tutti e gli effetti, da qualche anno, erano pesanti.
Il passo, in verità, è stato piccolo se si misura con il metro del semplice riposizionamento del cambio del renmibi (yuan) rispetto al dollaro. La moneta asiatica è stata infatti svalutata del 2% rispetto al biglietto verde (ora 8,11 renmibi per dollaro, precedente 8,28). Ben maggiori erano le richieste anche degli americani, ma al momento la Banca centrale cinese non ha voluto fare di più. La grande novità è invece che d’ora in poi il renmibi sarà legato ad un paniere di valute mondiali e questo ne aumenterà la flessibilità, dato che anche nei confronti del dollaro ora esiste una banda di oscillazione pari allo 0,3%. L’effetto sull’economia reale non dovrebbe però essere immediato, anzi è possibile che nel breve periodo la pressione sulla bilancia commerciale aumenti. Ma nel medio periodo la situazione si dovrebbe normalizzare. Proprio due giorni fa il presidente americano George W. Bush aveva invitato la Cina a rivalutare la moneta: “Abbiamo qualche difficoltà commerciale con la Cina – aveva detto il capo della Casa Bianca – e una di queste difficoltà è la loro moneta. Per questo lavoriamo per convincere Pechino a rivalutare lo yuan”. All’indomani lo stesso discorso era stato ripreso dal presidente della Fed Alan Greenspan.