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Cina e petrolio penalizzano le borse europee

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Prima seduta del mese che si chiude in territorio negativo in scia delle nuove tensioni in arrivo dalla Cina, a gennaio l’indice PMI manifatturiero del dragone è sceso da 49,7 a 49,4 punti, e del -3,61% del greggio viste le minori probabilità di un taglio congiunto dell’output globale. A Londra il Ftse100 ha terminato in calo dello 0,39% a 6.060,1 punti, l’Ibex è sceso dello 0,31% a 8.788,5 e il Dax ha lasciato sul campo lo 0,41% a 9.757,88 punti. Calo superiore al mezzo punto percentuale del Cac40 (-0,56%), sceso a 4.392,33.

A livello di singole performance spicca il -11,29% di Nokia dopo la definizione di un contenzioso con Samsung Electronics sui brevetti e il +5,2% di Ryanair che ha confermato le stime “nella parte alta del range” e annunciato un piano di buyback da 800 milioni di euro. Tra i bancari -2,56% del Credit Suisse e -1,72% di Barclays dopo l’accordo da 154,3 milioni di dollari raggiunto con la statunitense Sec per far cadere le accuse di irregolarità sulle loro piattaforme di intermediazione interna, le cosiddette “dark pool”.

La politica monetaria della Banca centrale europea sta chiaramente funzionando. È quanto ha dichiarato Benoît Coeuré, membro del Comitato esecutivo della Bce. “Gli indicatori macro segnalano chiaramente che la nostra politica monetaria sta dando i risultati sperati”, ha detto Coeuré. Le misure adottate dall’Eurotower “rappresentano un fattore determinante della ripresa in corso” e nel meeting di marzo “il Consiglio revisionerà ed eventualmente riconsidererà il suo approccio”.