Cina: parte la quotazione delle banche e delle grandi imprese

Inviato da Redazione il Mar, 22/11/2005 - 10:48
L'esordio in Borsa della 'Banca della Costruzione della Cina', avvenuto alla fine di ottobre sul listino azionario di Hong Kong, si è trasformato nel maggior collocamento di titoli portato a termine sui mercati mondiali negli ultimi quattro anni, e nel più grande mai realizzato da un'azienda cinese. La forte domanda proveniente dagli investitori privati ed istituzionali ha permesso alla Banca di captare 8.000 milioni di dollari statunitensi (circa 6.800 milioni di euro). L'interesse degli investitori è stato talmente elevato da spingere ( e convincere) la società ad emettere, posteriormente alla quotazione, ulteriori 3.970 milioni di azioni, grazie alle quali il capitale ha potuto portare a 9.230 milioni di Usd il capitale raccolto(7.860 milioni di euro).

L'offerta pubblica di vendita della terza banca cinese rappresenta solo la punta dell'iceberg della febbre da Opa che stanno sperimentando le imprese cinesi, ansiose di captare capitali freschi al di fuori dei confini nazionali, ed in modo particolare da Hong Kong. La febbre ha incontrato l'interesse di numerosi investitori, che sembrano seriamente intenzionati a scommettere sulle ottimistiche previsioni di crescita dell'economia cinese nel lungo periodo.

E' noto ai più che le stime formulate dai più importanti organismi internazionali prevedono un futuro roseo per il gigante asiatico. Nel 2005 il mercato finanziario di Hong Kong, ex colonia britannica, è riuscito a captare il più intenso flusso di capitali dopo le Borse di New York e Madrid. E a dispetto della revisione subita da alcune Opa a causa delle incertezze che dominano i mercati, è ancora molto lunga la lista di imprese cinesi disposte a quotare le proprie azioni sul parquet di Hong Kong nei prossimi mesi. Le corporate che intendono procedere alla quotazione beneficiano dell'appoggio dell'Esecutivo di Pechino, che valuta positivamente le iniziative tese a migliorare l'efficienza e la competitività delle corporate.

I vertici della Dongfeng Motor, il terzo fabbricante automobilistico cinese, si aspettano di raccogliere 4.600 milioni di dollari dall'ormai prossima quotazione sul mercato azionario di Hong Kong. Il fabbricante d'auto (di proprietà statale) offrirà 2.483 milioni di azioni ad un prezzo compreso tra 1,45 e 1,85 dollari di Hong Kong (dai 16 ai 20 centesimi di euro). Dongfeng Motors, che produce auto in collaborazione con la giapponese Honda e la francese PSA Peugeot Citroen, detiene una quota di mercato pari all'11,9% del mercato domestico. Inoltre, la Dongfeng è il secondo fabbricante al mondo di camion per numero di unità, subito dietro la Daimler.

La settimana scorsa ha trovato spazio l'Opv della China Infraestructure Machinery Holdings (CIMH), un'azienda privata che fabbrica macchine per il settore delle costruzioni, e a fine mese sarà il turno della Shenzou International Group Holdings (SIGH). Entrambe le società sono state costrette a ridimensionare le propri ambizioni. La CINMH ha rivisto al ribasso del 20% le proprie previsioni, mentre la SIGH, che prevedeva di incassare 98 milioni di euro, ha portato l'obiettivo a 85 milioni di euro. Le ragioni? Un certo disinteresse degli investitori derivante dalle performance negative ottenute dai titoli quotati delle aziende che hanno portato a termine l'Opa sul listino di Hong Kong in ottobre.

Uno dei fattori che ha spinto le aziende cinesi a cercare di raccogliere capitali sui mercati esteri è la sospensione delle approvazioni necessarie per quotarsi sui listini domestici, decretata in forma non ufficiale la scorsa primavera per far frenare la continua caduta delle Borse interne. E' opportuno ricordare che l'attuale flusso delle Opa viene alimentato anche dalla probabile introduzione (prevista per il 2006) di una normativa più severa per regolamentare le nuove Opa sul mercato di Hong Kong.

Dal 1999 ad oggi, sono più di 300 le imprese cinesi che hanno captato un totale di 120.000 milioni di dollari nel listino dell'antica colonia britannica. China National Coal, primo esportatore di carbone del paese, e China Pacific Insurance, la maggiore compagnia assicuratrice privata, sono pronte a quotarsi nei primi mesi del 2006. Ma l'attenzione degli operatori si concentra sulle opportunità offerte dal settore bancario. Dopo le Opa della Banca delle Comunicazioni (numero cinque del settore), che si è trasformata nella prima banca quotata fuori dai confini nazionali, e il successo dell'offerta della Banca della Costruzione, altre due entità facenti parte del gruppo dei quattro grandi sono prossime alla quotazione: la Banca Industriale e Commerciale (numero uno) e la Banca della Cina ( numero due). Successivamente toccherà alla Banca dell'Agricoltura ( numero quattro). Nel frattempo, gli esperti concordano sulla necessità di garantire la giusta continuità ai processi di ristrutturazione in un settore minacciato dal peso dei bad loans, dall'obsolescenza dei metodi gestionali e dalla corruzione. A cura di fondionline.it
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