La Cina muove contro la speculazione edilizia. Cosa aspettarsi dai mercati?

Inviato da Redazione il Lun, 19/04/2010 - 15:12

Finanza.com lo ha chiesto a uno dei maggiori esperti italiani del mercato cinese, il gestore del fondo CB Accent Asian Century, Roberto Malnati.

L'indice cinese CSI 300 questa mattina ha perso il 5,36%. Cosa sta succedendo alla borsa cinese?
La borsa cinese, come le altre principali borse di Asia e Pacifico ha scontato oggi l'effetto Goldman Sachs, la banca d'affari Usa sotto il mirino della Fed per frode legata all'emissione di titoli legati a mutui subprime.Ma la notizia che più ha penalizzato il mercato azionario arriva direttamente dal Consiglio di Stato cinese, che ha ordinato alle banche di non erogare più prestiti per gli acquisti della terza casa nelle città che hanno avuto rialzi eccessivi dei prezzi degli immobili. In pratica tutte le città in cui sono attualmente più attive le società immobiliari. A questo bisogna aggiungere anche la sospensione dei prestiti immobiliari ai non residenti che non pagano le tasse o che non pagano i contributi per la sicurezza sociale in loco, decisa dal Governo per bloccare la formazione di una bolla immobiliare.

E' quindi arrivato il momento di uscire dalla borsa cinese?
Gli "esperti" temono che queste misure possano far aumentare i prestiti in sofferenza e danneggiare i consumi e consigliano di vendere, timorosi anche per una imminente rivalutazione dello yuan. Io ho provato a sentire questa mattina cosa ne pensano gli investitori in loco. La sorpresa per un intervento così "draconiano" è stata decisamente forte. Ma il cinese "moderno", che ha ormai imparato a far soldi con i soldi sta già pensando alle prossime mosse. Bisogna considerare che metà della attuale popolazione abbiente di Pechino o Shanghai, con le nuove regole sarà tagliato fuori dal mercato immobiliare e quindi dovrà trovare altri temi speculativi. Quali sono le opportunità più a portata di mano? La borsa che dall'inizio dell'anno perde l'11% per esempio è una grande opportunità. Ma ci sarà anche chi si consolerà dirottando la liquidità disponibile negli acquisti di beni voluttuari.

Ma la rivalutazione dello yuan non ti preoccupa?
Proprio oggi all'agenzia Nuova Cina il portavoce del ministro del Commercio cinese ha smentito di avere colloqui in corso con gli Stati Uniti per trovare un accordo sul tasso di cambio dello yuan. In ogni caso bisogna considerare che il surplus dei movimenti di capitali verso la Cina e' aumentato in un anno di oltre sette volte toccando i 144,8 miliardi di dollari nel 2009 dai 19 miliardi del 2008. Uno yuan libero di fluttuare significherebbe tassi al rialzo e nuove ondate di capitali in entrata. Non e' esattamente quello che serve ora alla Cina.

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