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La Cina mette sotto pressione il comparto auto: per Banca Imi nessun impatto su Fiat -2

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“Le restrizioni cinesi dovrebbero penalizzare soprattutto il segmento premium. Anche in questo caso, tuttavia restiamo convinti che nonostante i paletti di Pechino, il segmento premium in Cina dovrebbe essere protagonista di una crescita più significativa rispetto ai Paesi sviluppati”, aggiunge il broker, specificando che per quel che riguarda Fiat non c’è nessun impatto sul gruppo dal momento che la produzione cinese con la joint venture GAC verrà avviata nel secondo semestre del 2011. “I target indicati da Fiat in Cina sono altamente conservativi dal momento che fattorizzano una quota di mercato molto bassa al 2014 (2%)”, concludono gli analisti.

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