Cina: inflazione sale ai massimi a quasi 3 anni, pressioni per nuova stretta monetaria

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Non si placa l’ascesa dell’inflazione cinese che a maggio si è portata sui massimi a quasi 3 anni. L’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 5,5% dal 5,3% del mese precedente complice soprattutto l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari (+11,7% a/a spinta soprattutto dal balzo del prezzo della carne di maiale e delle verdure).  Il dato impatta con le attese del mercato e porta l’inflazione ai livelli più alti dal luglio 2008 comportando nuove pressioni per un ulteriore stretta sui tassi. Da settembre 2010 a oggi la banca centrale cinese ha apportato quattro rialzi dei tassi,  innalzando le riserve obbligatorie delle banche, proprio per frenare le pressioni inflattive.


Quest’anno l’inflazione cinese si è sempre mantenuta sopra il target del 4% indicato dal governo di Pechino. Non mancavano i timori di un balzo più marcato dell’inflazione con Zhang Zhuoyuan, economista dell’Accademia di Studi Sociali, che si era spinto a una previsione di un balzo oltre il 6%. Secondo Xu Nuojin, vice governatore della divisione del Guangzhou della Banca centrale, l’inflazione cinese è alimentata dagli acquisti di valuta estera destinati ad evitare un eccessivo apprezzamento dello yuan. La valuta cinese quest’anno si è apprezzata dell’1,6% rispetto al dollaro Usa.


 

Sempre oggi l’ufficio nazionale di statistica cinese ha diffuso i dati su produzione industriale e vendite al dettaglio. Il ritmo di crescita della prima è sceso meno delle attese con la politica monetaria restrittiva messa in atto da Pechino che sta frenando solo parzialmente l’attività economica. La produzione industriale cinese a maggio ha evidenziato un progresso annuo del 13,3% dal +13,4% del mese precedente. Il consensus era per una frenata più marcata a +13,1%.  Infine progresso annuo del 16,9 per cento delle vendite al dettaglio. Il dato di maggio si confronta con il +17,1% del mese precedente (il consensus era +17%).


Il mercato comunque ha reagito bene all’infornata di dati cinesi arrivata oggi con intonazioni positive per i listini asiatici  che hanno letto con favore soprattutto il dato oltre le attese della produzione industriale. Lo Shanghai Composite risulta in rialzo di oltre 1 punto percentuale rimbalzando dai minimi a 4 mesi.


Indicazioni positive anche dal Giappone che mostra segnali di ripresa più robusta dell’attività industriale. Oggi è infatti arrivata la rilettura al rialzo della produzione industriale di aprile. La crescita mensile risulta dell’1,6% rispetto al +1% della prima lettura. A livello tendenziale la produzione industriale risulta in calo del 13,6% dal -14% della prima lettura. Sempre oggi la Bank of Japan ha lasciato i tassi di interesse invariati nel range 0-0,1%. Il meeting odierno della banca centrale nipponica ha deciso di lasciare inalterata anche l’entità del piano di stimoli da 30 mila miliardi di yen e di quello di acquisto di asset per 10 mila miliardi di yen.