Cina: inflazione ai minimi da inizio 2010 lascia spazio a nuove misure espansive. Nulla di fatto della BoJ

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 09/08/2012 - 08:58
Continua a rallentare il ritmo di crescita dei prezzi in Cina. A luglio l'indice dei prezzi al consumo ha fatto segnare un +1,8% annuo dal +2,2% del precedente mese. Il consensus era per un +1,7%. Calo del 2,9% per quanto concerne invece l'indice dei prezzi alla produzione. L'inflazione risulta ai minimi da gennaio 2010.

Assenza di pressioni sui prezzi che dovrebbe favorire nuove misure di stimolo economico da parte di Pechino. Tra le mosse che il mercato ritiene più probabili c'è quella di una nuova riduzione il taglio al coefficiente di riserva obbligatoria delle banche, ossia il livello di liquidità che le banche commerciali devono obbligatoriamente destinare alla banca centrale senza poterla impiegare. 
Il Pil della seconda economia mondiale nel secondo trimestre ha evidenziato una crescita del 7,6% su base annuale, livello più basso degli ultimi 3 anni. Crescita comunque sopra il target del 7,5% indicato da Pechino per quest'anno e sopra il +6,6% fatto registrare dopo il collasso di Lehman Brothers e che rappresenta il punto di minimo dell'ultimo decennio. A luglio il Fmi ha corretto al ribasso le stime sul Pil cinese, atteso ora in crescita dell'8% nel 2012.

Oggi sono arrivati anche i riscontri circa l'andamento della produzione industriale e delle vendite al dettaglio, entrambi peggiori delle attese. A luglio la crescita della produzione industriale è stata del 9,2% annuo dal 9,5% del mese precedente. Il consensus degli analisti prevedeva invece una crescita al 9,8%. E' il quarto mese consecutivo che la crescita è sotto il 10%, striscia che non si vedeva dalla crisi del 2008-2009. Le vendite al dettaglio sono cresciute invece al ritmo del 13,1% annuo dal 13,7% del mese precedente.

In Giappone nulla di fatto della BoJ, piano acquisto asset confermato a 45mila mld di yen
La Bank of Japan questa mattina ha mantenuto a quota 45 mila mld di yen l'entità del piano di acquisto di asset dopo l'aumento di 5mila mld di yen deciso il mese scorso. Mossa in linea con le attese del mercato. La Bank of Japan quest'anno già tre volte ha aumentato l'entità del piano di allentamento quantitativo al fine di stimolare l'attività economica e favorire un deprezzamento dello yen, la cui forza grava soprattutto sull'export delle imprese nipponiche. Confermato anche l'ammontare del piano di concessione prestiti (loan facility) da complessivi 25 mila mld di yen.  La Bank of Japan (BoJ) ha mantenuto invariati i tassi di interesse invariati nel range 0-0,10%. Decisione in linea con le attese del mercato.
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