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Cina: il rafforzamento dello yuan spinge al ribasso l’avanzo commerciale

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Da sempre utilizzato come proxy per comprendere lo stato di salute dell’economia del dragone, l’aggiornamento arrivato dalle importazioni cinesi ad agosto ha battuto le stime mettendo a segno un incremento del 13,3 per cento. Dopo il +11% di luglio, gli analisti avevano stimato una crescita delle merci acquistate all’estero di poco sotto i 10 punti percentuali.  

“Si tratta di indicazioni che segnalano che la domanda interna potrebbe risultare più resiliente del previsto nella seconda metà dell’anno nei confronti di una politica monetaria meno accomodante”, ha detto Louis Kuijs di Oxford Economics. Il dato, ha rilevato Michael Hewson di CMC Markets, “ci dice che la domanda domestica continua a performare bene, anche se l’incremento dello yuan sta frenando l’export”.

Il mese scorso il dato che  misura le esportazioni è passato dal +7,2 al +5,5 per cento facendo segnare un rallentamento maggiore rispetto al +6% stimato. Nonostante si tratti della crescita minore da febbraio, gli esperti stimano una ripresa nei prossimi mesi grazie a una domanda globale destinata a confermarsi solida.

“Il rafforzamento dello yuan probabilmente non cambierà la nostra visione positiva sull’outlook di breve termine sulle esportazioni cinesi”, rimarca Betty Wangwrote di ANZ. La “valuta del popolo” oggi ha spinto il cross con il dollaro fino a 6,4370 cny, il livello minore dal maggio 2016.

Nel complesso, nel mese di agosto la bilancia commerciale dell’Impero Celeste ha visto l’avanzo passare da 46,7 a 42 miliardi di dollari (consenso 48,4 miliardi). Nell’interscambio con gli Stati Uniti, le esportazioni sono cresciute dell’8,4 mentre le importazioni del 18,1 per cento.