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Cina: export e import in calo. Lo yuan si indebolirà ancora

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La gestione estiva dello yuan è valsa a Pechino un rimbrotto da parte del G20 appena concluso. I Paesi aderenti si sono impegnati a “calibrare bene e comunicare chiaramente le proprie azioni…per minimizzare le conseguenze negative, ridurre l’incertezza e promuovere la trasparenza”. Le variazioni del peg, la fascia di oscillazione che lega lo yuan al dollaro americano hanno sollevato accuse, verso i governanti cinesi, di manovrare la leva del cambio per favorire le esportazioni in un momento di rallentamento economico. 

Le polemiche e le tensioni che hanno caratterizzato il mese di agosto potrebbero avere una coda anche in autunno secondo Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets: “Dal maggio dello scorso anno – spiega lo stategist – lo yuan rimane sopravvalutato del 15% nei confronti dell’euro così come dello yen giapponese, nonostante le correzioni apportate nel mese di agosto”.

Lo yuan è pertanto destinato a indebolirsi ancora anche alla luce dei dati su export e import pubblicati stamattina. Le importazioni sono scese del 14,3% nel mese di agosto dopo il -8,6% di luglio mentre le esportazioni hanno registrato una contrazione del 6,1% dal -8,9% precedente. “Sono ancora numeri deludenti – commenta Hewson – che non contribuiscono in alcun modo a ridurre le preoccupazioni per l’economia cinese“. Tanto è vero che la Borsa di Pechino ha riaperto le contrattazioni ieri con un calo del 2,5% dopo due sedute di stop per festività nonostante le decisioni prese nel fine settimana dal governo .

“Nel week end – sottolinea Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital partners – il ministro delle Finanze Lou Jiwei ha annunciato un aumento della spesa pubblica del 10% nel 2015 contro il 7% previsto all’inizio dell’anno mentre il governatore della PBoC Zhou Xiaochuan ha sostenuto che lo yuan si sta stabilizzando e che la correzione dell’azionario locale è vicina al termine. In altri tempi – nota Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital partners – le decisioni prese dalle autorità cinesi nel fine settimana sarebbero state salutate con un bel rally, invece oggi diverse fonti esprimono dubbi che possano mantenere i loro propositi. Nonostante il fatto che scommettere contro le autorità cinesi abbia pagato raramente negli ultimi anni”.