Cina ed Eurozona, Pmi in frenata. Usa e Germania le sole locomotive della crescita globale?

Inviato da Alessandro Piu il Lun, 03/11/2014 - 10:00
Mentre il Giappone corre ai ripari, Cina ed Europa rallentano e gli Stati Uniti si trovano soli a trainare la crescita globale, per quanto?

L'effetto Kuroda è ben visibile sui grafici dei principali indici azionari globali di settimana scorsa e su quelli dei principali cambi valutari. Meno evidente, o almeno i mercati non gli stanno dando troppa attenzione, è il rallentamento dell'economia cinese. Nuovi motivi di preoccupazione sono arrivati dalle rilevazioni sui Pmi del mese di ottobre. Il Pmi manifatturiero è arretrato a 50,8 punti, minimi da cinque mesi a questa parte. Il non manifatturiero si è attestato a 53,8, il valore più basso dal febbraio scorso. "Anche gli ordini dall'estero sono scivolati in area di contrazione" aggiunge Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK. "Ancora più preoccupante è l'ancora maggiore debolezza dei dati riguardanti le piccole e medie imprese. Per il momento sembra che i mercati non stiano facendo caso a uno degli elefanti di maggiori dimensioni presenti nella stanza". E poi c'è l'Europa, con tutto il suo carico di incertezza: "I dati in uscita questa settimana, a cominciare dagli indici Pmi manifatturieri pubblicati stamane, sembrano destinati a confermare la situazione" mentre lo sguardo di speranza rivolto alla Banca centrale europea "è destinato a rimanere, molto probabilmente, niente più che una pia illusione. Pertanto domanda fondamentale rimane quanto a lungo la crescita americana potrà muoversi in direzione opposta a ciò che accade nel resto del pianeta, considerando che il 50% degli utili delle società dell'S&P500 vengono fatti all'estero?".
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