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Cina, economia mostra segnali di stabilizzazione

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Dati positivi dal fronte cinese. Nella notte sono stati diffusi i dati relativi all’attività manifatturiera dell’ex celeste impero che evidenziano come anche a gennaio ci sia stata un’espansione del settore industriale ad un tasso superiore alle attese degli analisti.
L‘indice PMI si è infatti attestato a quota 51,3 punti, leggermente sotto i 51,4 punti di dicembre ma meglio delle stime degli analisti che si attendevano una lettura pari a 51,2 punti.

La lettura relativa all’attività non manifatturiera, ossia relativa principalmente alla componente servizi, nel mese di gennaio ha segnato un incremento dai 54,5 di dicembre a quota 54,6 punti.
Ricordiamo che il livello dei 50 punti rappresenta lo spartiacque tra contrazione (valori inferiori) ed espansione economica (valori superiori).

Secondo la maggior parte degli analisti la crescita del tessuto industriale e dei servizi cinesi mostra importanti segnali di consolidamento, soprattutto considerando i minimi toccati nella scorsa estate.
Rimane qualche perplessità relativamente alla tenuta del settore immobiliare, tra i più colpiti dalle decisioni del governo di diminuire le politiche fiscali di sostegno al comparto. 

L’impressione complessiva rimane comunque quella di un’economia, quella cinese, volta a ricercare una crescita sostenibile puntando non tanto alla grandezza assoluta dell’espansione, bensì alla qualità della crescita stessa.

Ricordiamo che nell’ultimo trimestre del 2016 la Cina ha registrato una crescita del prodotto interno lordo pari al 6,8%, un dato leggermente superiore alle aspettative degli analisti.

La crescita dell’intero anno ha segnato un incoraggiante +6,7%, mostrando quei segnali di stabilizzazione tanto auspicati dalle autorità governative del Paese.