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Cina: crescita presto al 7,5% ma la qualità conta più della quantità (Goldman Sachs)

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Jim O’Neill, presidente di Goldman Sachs, non crede in una possibile crisi cinese, che a molti analisti sembra se non imminente almeno possibile in futuro visti i dati in frenata. Di fronte a chi paventa “atterraggi duri” e crisi del settore immobiliare (i dati ad agosto segnavano una frenata dei prezzi delle case), O’Neill spiega che è tutto normale. “E’ piuttosto ovvio”, dice il presidente della banca d’affari americana, “il fallimento di qualche società di prestiti immobiliari se la politica economica di un governo, come quella cinese, interviene per interrompere un eccessivo rialzo dei prezzi prima che la situazione sfugga di mano come in Europa o in America. In effetti è notevole che un legislatore decida di sgonfiare una bolla immobiliare prima che giunga allo stato che noi tutti conosciamo fin troppo bene”. La Cina, prosegue O’Neill, è giunta ad uno stadio di sviluppo dove è la qualità, non la quantità della crescita a contare davvero. Probabilmente, quindi, nei prossimi 5 anni il tasso di crescita del Paese asiatico si avvicinerà ai 7,5 punti, quanti sono previsti dal piano quinquennale della Cina. La cosa davvero importante da ora in poi saranno i consumi cinesi, e l’inflazione che, ci anticipa il presidente di Goldman Sachs, dovrebbe scendere presto. “Quando questo accadrà, non ci saranno più parole sui cosiddetti atterraggi duri”.