Cina correrà meno del previsto: la Banca mondiale taglia le stime di crescita

Inviato da Valeria Panigada il Lun, 06/10/2014 - 10:54
L'economia del Dragone correrà, ma meno del previsto. Lo prevede la Banca mondiale, che ha tagliato le stime di crescita in Cina sia per quest'anno che per l'anno prossimo. E proprio questo rallentamento, insieme all'irrigidimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve, peseranno sull'intera area dell'Asia emergente. 

Le nuove stime
Secondo le nuove proiezioni della Banca mondiale, l'economia cinese registrerà un +7,4% quest'anno, contro il +7,6% previsto in precedenza e il +7,5% stimato dal governo di Pechino. Per il  2015, l'espansione della Cina sarà del 7,2% e non più del 7,5% come previsto ad aprile, per rallentare poi ulteriormente a un +7,1% nel 2016. L'anno scorso il Pil cinese aveva registrato un progresso del 7,7%. A frenare la corsa cinese, secondo la Banca mondiale, saranno le riforme: "Le misure per contenere il debito pubblico, controllare le cosiddette banche ombra e contrastare l'eccesso di domanda di energia e di inquinamento ridurranno gli investimenti e l'attività manifatturiera", si legge nella nota diffusa dalla Banca mondiale. In scia a questa revisione, l'istituto ha tagliato anche le stime sull'intera Asia emergente per il 2014 e il 2015, portandole al 6,8% dal precedente 7,1%. Escludendo la Cina, la crescita di queste economie è vista a un +4,8% di quest'anno per poi passare al 5,3% nel 2015-2016. Tra i Paesi, spicca l'espansione della Malaysia, la cui economia dovrebbe espandersi quest'anno del 5,7% (contro il +4,9% previsto in aprile), grazie alle robuste esportazioni.

Il parere dell'esperto
"Il momentum di crescita della Cina si è esaurito ad agosto e il Paese lotta contro la caduta dei prezzi degli immobili e le crescenti preoccupazioni sul fronte creditizio - commenta il team di Neuberger Berman - Nel breve periodo gli investitori sono in attesa che il governo stimoli maggiormente l'economia ma nel lungo termine stanno valutando se le riforme possano sostenere una transizione verso un'economia più orientata dai consumi. Riteniamo che il progetto del governo per la crescita a medio termine sia solido e che gli sforzi per sradicare la corruzione siano espressione della volontà di riforma della Cina, che potrebbe però anche portare turbolenza nel breve termine".

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