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Cina: bassa crescita chiama ulteriori stimoli e lo Shanghai Composite vola a +31% da inizio anno

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Massimi a 3 anni per la Borsa cinese sulle crescenti attese per ulteriori interventi di politica monetaria dopo il taglio dei tassi apportato dalla banca centrale cinese a novembre. Oggi l’indice Shanghai Composite ha segnato un altro balzo di oltre 3 punti percentuali portando il saldo da inizio anno a oltre +31%. L’indice Shanghai Composite ha mostrato oggi in chiusura un progresso del 3,11% a 2.763,54 punti. Balzo del 3,7% per il CSI 300, mentre l’Hang Seng ha segnato oggi un +1,3%. 
Rally del Dragone concentrato tutto negli ultimi mesi con la seconda metà dell’anno che vede un vero e proprio balzo dello Shanghai Composite (+35% negli ultimi 5 mesi, +10,85% nel solo mese di novembre). L’indice cinese si avvia a chiudere il miglior anno dal 2009. 
Debole crescita aumenta pressing su banca centrale 
Il mercato continua a speculare circa le prossime mosse di allentamento monetario da parte della People’s Bank of China che dovrebbero favorire la spesa per consumi. I nuovi deboli riscontri arrivati ieri, con l’indice Pmi manifatturiero più debole del previsto a novembre, hanno contribuito ad aumentare la speculazione che la banca centrale darà seguito al taglio dei tassi deciso lo scorso mese con altre misure, tra cui probabilmente la riduzione dei coefficienti di riserva obbligatori fermi da oltre due anni al 20% per le grandi banche e al 18% per quelle più piccole. Secondo Chen Li, strategist di UBS Group AG, la banca centrale andrà a tagliare due volte l’anno prossimo i coefficienti di riserva andando ad avvantaggiare soprattutto i titoli finanziari. 

Verso target di crescita più basso
Lo scorso mese il presidente cinese Xi Jinping ha ammesso che il tasso di crescita del Paese nei prossimi anni potrebbe rallentare in area 7%. nel terzo trimestre dell’anno il Pil cinese ha segnato un +7,3% dal +7,5% precedente. Il target di crescita indicato da Pechino è di +7,5%. Secondo la Bank of China, quarta maggiore banca del Paese, il prossimo anno il target potrebbe essere ridotto proprio al 7%. 

Standard & Poor’s prevede che nei prossimi 12 mesi il Pil cinese segnerà un progresso intorno al 7%, ma vede una probabilità intorno al 25% che il rallentamento si più acuto con crescita intorno al 6%.