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Christine Lagarde verso la guida del Fmi. La partita con gli Emergenti solo dal 2012

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Da Christine Lagarde potrebbe ripartire il Fondo monetario internazionale. Per gettarsi alle spalle l’onta di strupri e violenze dell’ex direttore generale del Fondo, Dominique Strauss-Kahn, la nomina del ministro delle Finanze francese alla guida del Fmi sembra ormai quasi scontata. Toccherà all’americano John Lipsky guidare l’istituto durante la transizione e rappresentere il Fondo al G8, ma la situazione è in divenire molto velocemente. L’uscita di scena di Strauss Kahn, che ha accolto il monito di Obama, ha aperto subito il fronte di battaglia fra i paesi emergenti che reclamano un riconoscimento e l’Europa che punta a non rompere la tradizione in base alla quale è suo il direttore generale.  Con l’appoggio degli Usa a una soluzione Made in Europe i giochi sembrano quasi fatti: in pole position è  stabilmente il ministro Christine Lagarde, che potrebbe diventare la prima donna a guidare il Fondo.

 

Frau Merkel non la disdegna. Con quel “deve essere un europeo”, la cancelliera tedesca detta la linea di condotta ancora una volta nella Vecchia Europa. “Esprimeremo un candidato forte”, gli ha fatto eco il presidente della commissione Ue, Josè Manuel Barroso. A dare man forte anche il presidente francese Nicolas Sarkozy che ha scandito: “L’Unione Europea è in grado di presentare una candidatura di altissima qualità. L’Europa deve fare la scelta all’unità”. E i conti tornano. La Lagarde che avrebbe l’appoggio degli Stati Uniti e della Germania gioca la sua partita sul velluto. Usa, Canada ed Europa insieme hanno oltre il 55% dei voti nel Fmi. Per gli Emergenti non resta che seguire il match dalla partita in panchina. L’iter di selezione del nuovo direttore generale prenderà forma nelle prossime ore: a sceglierlo sarà il board del Fmi e ognuno dei 187 paesi membri potrà avanzare la propria candidatura.

 

I candidati saranno poi ascoltati dai membri del board. Nel 2007, quando Strauss-Kahn è stato nominato, il processo di selezione è durato dagli inizi di luglio alla fine di agosto. Eppure i paesi emergenti puntano i piedi: la Cina sembra orientata ad avanzare la candidatura di Zhu Min, consigliere speciale dello stesso Strauss-Kahn. Fra i nomi che circolano c’è anche quello dell’indiano Montek Singh Alhuwalia e dell’ex ministro delle finanze sudafricano Trevor Manuel. Nello scegliere in che direzione muoversi, gli Usa cercheranno l’equilibrio fra due obiettivi contrastanti: quello di mantenere lo status quo con l’Europa al comando o quello favorire i paesi emergenti per renderli più partecipi e responsabili nell’economia globale. Potrebbe passare la prima linea. Si affaccia però anche l’ipotesi che se la scelta dovesse favorire Lagarde il suo mandato potrebbe scadere nel 2012, per poi dare il via a un candidato degli Emergenti.

 

L’anno prossimo i guai che impolverano Atene dovrebbero culminare e l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale dovranno assumere una presa di posizione netta sul dilemma che scuote i mercati della ristrutturazione sì, ristrutturazione no all’ombra dell’Acropoli. Dissinescata la mina greca per il Fondo potrebbero quindi aprirsi ufficialmente le porte di una nuova era. Quella nel segno di Cindia. Di certo in questo momento la nomina di Largarde aiuterebbe a recuperare credibilità al Fondo monetario internazionale. Sono infatti ben sette i capi d’imputazione formalmente contestati a Dominique Strauss-Kahn, per i quali l’ex direttore generale del Fondo monetario internazionale è stato incriminato da un gran giurì a New York e per i quali rischia fino a un massimo di oltre 70 anni di reclusione. Si spazia dall’atto sessuale criminale di primo grado, che secondo l’accusa è stato commesso due volte, quindi l’imputato rischia un massimo di 25 anni di reclusione o 50 a causa della ripetizione del fatto, al tentato stupro di primo grado che comporta fino a 15 anni di reclusione.

 

Nella lista si menziona la violenza sessuale di primo grado, il sequestro di persona di secondo grado, la violenza sessuale di terzo grado, palpeggiamenti forzati. Se venisse applicato il massimo della pena, all’imputato potrebbe venire comminata una condanna per complessivi 70 anni e 3 mesi. Ma qualora Strauss-Kahn dovesse venire riconosciuto colpevole di aggravanti, come per esempio la tentata fuga, la pena complessiva potrebbe raggiungere un massimo di 74 anni e tre mesi. Ieri il giudice di New York ha concesso la libertà su cauzione di un milione di dollari all’ex direttore del Fondo. Tra le condizioni poste dal giudice per il rilascio dell’ex direttore dell’Fmi, c’è stata quella del ritiro di tutti i documenti validi per l’espatrio. Il giudice della Corte Suprema dello Stato di New York, Michael Obus, ha fissato la nuova udienza sul caso Strauss-Khan il prossimo 6 giugno.