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Choc tassi e immobiliare, stress test Bundesbank: bocciate 68 banche tedesche

In Germania i prezzi delle case sono balzati di circa il 50% dal 2015. Timori su formazione bolla immobiliare?

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In tutto sono 68 le banche tedesche di piccola e media dimensione che non sono riuscite a superare gli stress test della Bundesbank, la banca centrale della Germania, su un totale di 1.550 istituti. Praticamente, quasi 1 banca su venti. Va detto che le banche considerate, essendo minori (con asset inferiori ai 30 miliardi di euro), non sono sottoposte alla vigilanza della Bce.

Nella nota con cui sono stati illustrati i risultati, la Bundesbank – che ha lanciato gli stress test in collaborazione con Bafin, altra autorità di controllo sul settore – ha scritto che “circa il 4,5% non rispetterebbe i minimi prudenziali previsti”.

Tra l’altro Andrea Dombret, membro del board della Bundesbank ha affermato, nel corso di una conferenza stampa a Francoforte, che i risultati sarebbero stati peggiori se negli stress test fossero stati inclusi anche i potenziali effetti contagio.

“Gli stress test mostrano che le banche dovrebbero valutare molto attentamente il modo in cui sono preparate a fronteggiare i rischi. Il messaggio del nostro sondaggio e dei nostri stress test alle banche e alle casse di risparmio è il seguente: se volete salvaguardare la dinamicità nel lungo termine, dovete farvi trovare pronte” all’arrivo di eventuali crisi.

Le condizioni attuali non sono confortanti perchè, in generale, le banche tedesche continuano a scontare un contesto di bassa redditività in un mercato frammentato, che è stato esacerbato da tassi di interesse molto bassi, se non negativi (a causa della politica monetaria di stimoli straordinari lanciata dalla Bce di Draghi). Tanto che dal sondaggio emerge che i profitti al lordo delle tasse degli istituti monitorati potrebberore scendere nell’arco dei prossimi cinque anni del 9%.

Come scenario avverso, è stato scelto quello che si presenterebbe in caso di choc dei tassi – un eventuale rialzo dei tassi da parte della Bce di Mario Draghi – e sul mercato immobiliare: praticamente, le 68 banche bocciate avrebbero difficoltà a sopravvivere a una sfida del genere.

I test hanno gettato un’ombra sulle condizioni del mercato immobiliare della Germania e sul legame tra di esso e le banche: da segnalare che i prezzi delle proprietà residenziali sono balzati di circa il 50% dal 2015, a fronte di una crescita del credito erogato a piccole e medie imprese salito del 5% circa.

Dombret ha rassicurato che “al momento non intravediamo una bolla immobiliare, ma constatiamo tra le istituzioni finanziarie una propensione ad assumere rischi più alti”.

Di conseguenza, “questa è un’area in cui è necessario rimanere vigili in modo speciale”. Un monito è arrivato tuttavia sui dati che gli istituti presentano e che soddisfano la Bundesbank in modo “limitato”, in quanto i dettagli non sempre vengono forniti.

Dombret ha chiaramente detto che, “rispetto agli altri paesi dell’area euro, disponiamo di dati meno dettagliati in modo considerevole”.

Tuttavia, a proposito di trasparenza, la Bundesbank non ha fatto i nomi delle 68 banche il cui capitale si attesterebbe al di sotto dei livelli richiesti in caso di choc.

“Sappiamo quali sono queste 68 banche e questo è il motivo per cui siamo abbastanza rilassati”, ha detto Raimund Roesler, direttore della supervisione bancaria di BaFin.