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Chiusura sopra la parità a Wall Street

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Grazie ad una chiusura con il segno più, il Dow con un +0,28% sale a 11.164,05 punti, ai massimi da sei mesi. Merito della buona intonazione generale e dell’inatteso +10% messo a segno dalle vendite di case esistenti a settembre, salite a 4,53 milioni. Per quanto riguarda gli altri indici, lo S&P ha terminato con un +0,21% a 1.185,62 ed il Nasdaq con un +0,46% sale 2.490,85. Un’ora circa prima dell’avvio delle contrattazioni il Chairman Ben Bernanke ha annunciato che i risultati preliminari del rapporto della Federal Reserve sui pignoramenti delle banche statunitensi verranno pubblicati il prossimo mese. Non sono stati forniti indizi sull´entità e le modalità del nuovo piano di quantitative easing, che dovrebbe essere annunciato durante il Fomc del prossimo 3 novembre. Sempre dal fronte macro, -0,58 punti per il Chicago Fed Nat Activity Index, riguardante l’attività manifatturiera di Chicago.


Tra le storie del giorno spicca il +1,57% dei titoli legati alle risorse di base, dopo che l’indebolimento del dollaro post-G20 ha spinto al rialzo le quotazioni delle commodities. In un comparto finanziario che ha chiuso in parità -2,45% di Bank of America, che secondo il Wall Street Journal avrebbe ammesso alcuni errori nella gestione dei pignoramenti immobiliari. Segno meno anche per Jp Morgan (-1,67%), Wells Fargo (-1,49%) e Morgan Stanley (-0,57%). In controtendenza Citigroup con un +2,43%. Goldman Sachs (-0,23%) ha inserito il titolo nella sua “convinction buy list”. General Electric (parità) ha invece comunicato di aver vinto una commessa in India da 750 mln di dollari. Office Depot (+3,46%) ha annunciato che il Presidente e Ceo, Steve Odland, il primo novembre rassegnerà le dimissioni; le vendite nel terzo trimestre sono attese in calo del 4% a 2,9 miliardi di dollari e l’utile per azione dovrebbe attestarsi a 3 centesimi. Il primo dato è in linea con il consenso degli analisti, mentre il secondo è migliore dei -2 centesimi previsti. Per quanto riguarda la finanza straordinaria, il Ceo di Adobe Systems (-0,04%), Shantanu Narayen, nel corso di un’intervista al Financial Times ha ribadito che la crescita della società avverrà in maniera “indipendente”. Secondo il giornale, oltre a Microsoft (-0,74%) anche Apple (+0,45%) sarebbe interessata all’acquisizione.

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