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Chiusura rossa per Piazza Affari. Intesa SanPaolo ai minimi di seduta, male Fiat -1

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La Borsa di Milano chiude le contrattazioni in deciso ribasso, trascinata dall’avvio negativo sotto i 12 mila punti di Wall Street. I dati macro provenienti dagli Usa hanno contribuito alla discesa: il dato sull’inflazione a maggio è stato peggiore delle attese, come anche quello sulla manifattura dello Stato di New York e sulla produzione industriale. A pesare anche il nulla di fatto tra i ministri delle Finanze dell’Eurozona sul piano di salvataggio della Grecia. Il caso Atene verrà nuovamente preso in considerazione dai ministri in un nuovo meeting straordinario che si svolgerà domenica sera a Lussemburgo, prima degli incontri in agenda il 20-21 e del 23-24 giugno tra i leader Ue. Nei prossimi giorni, il 17 giugno, è previsto anche il faccia a faccia franco-tedesco tra la cancelliera Angela Merkel e il presidente Nicolas Sarkozy durante il quale il caso greco verrà sicuramente affrontato. Nel frattempo l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha tagliato il rating di 4 banche greche da “B” a “CCC”, con outlook negativo. Gli istituti coinvolti sono la Alpha Bank, la EFG Eurobank Ergasias, la National Bank of Greece e la Piraeus Bank. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha lasciato sul parterre il 2,16% a 19.918 punti, mentre il Ftse All Share si è attestato a 20.671 punti in calo del 2,09 per cento.
Ancora una volta cattive performance giunte del comparto bancario. Maglia nera a Intesa SanPaolo, la peggiore del listino, che a fine giornata ha toccato i minimi di seduta attestandosi a 1,716 euro (minimo intraday) in calo del 4,93 per cento. Non è andata meglio a Ubi Banca (-5,20% a 4,014 euro), Mediobanca (-3,67% a 6,83 euro) e Unicredit (-3,30% a 1,467 euro). Bpm oggi ha aggiornato i minimi storici terminando la seduta a 1,61 euro giù del 2,83 per cento.
Male anche il comparto del rispermio gestito, con Azimut che ha perso il 3,19% a 6,38 euro e Mediolanum in discesa del 3,60% a 3,268 euro.

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