Chiusura fiacca per Piazza Affari, balzo in avanti di Fiat e Tenaris

QUOTAZIONI Tenaris
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Nuova seduta altalenante per Piazza Affari che nella seconda parte di giornata ha progressivamente ceduto alle vendite con in affanno soprattutto i testimonial del settore bancario. A fine giornata l’indice Ftse Mib ha fatto segnare una flessione dello 0,72% a quota 19.814 punti dopo che in avvio di giornata si era spinto con decisione sopra quota 20mila punti. Contrastanti le indicazioni dal fronte macroeconomico. Alla discesa a sorpresa sotto la soglia dell’indice Hsbc/Markit Pmi manifatturiero cinese di gennaio, primo calo in sei mesi, si contrappone la salita oltre le previsioni degli indici Pmi dell’area euro.
In difficoltà diversi bancari. Banco Popolare ha segnato la peggiore performance con un calo del 2,67%, seguito da Unicredit con un calo del 2,56%. Calo meno marcato per Intesa Sanpaolo (-0,81%) che ha annunciato la cessione del 100% dell’ucraina Pravex Bank per 74 milioni di euro e della quota del 19,9% detenuta nella cinese Union Life per 146 mln di euro.
Sul Ftse Mib spicca il rally di Tenaris (+1,80% a 17 euro) sospinta dai giudizi positivi arrivati da Mediobanca e da Equita. Gli analisti di Piazzetta Cuccia hanno alzato la raccomandazione ad outperform da underperform con il prezzo obiettivo portato a 19,3 euro da 13,6 euro. Per gli esperti la forte generazione di cassa potrebbe aprire opportunità di M&A o di un dividendo “jumbo”. Equita invece ha rivisto al rialzo il giudizio su Tenaris a buy da hold con prezzo obiettivo a 20 euro. Tenaris pubblicherà i risultati preliminari il prossimo 13 febbraio.
Anche oggi in prima fila sull’indice guida milanese spicca il titolo Fiat (+2,635) che si avvicina ulteriormente alla soglia degli 8 euro in vista del cda di settimana prossima. L’ad di del Lingotto, Sergio Marchionne, sarebbe intenzionato a proporre al cda di stabilire la sede fiscale del gruppo Fiat-Chrysler nel Regno Unito, ricalcando il modello seguito per Cnh Industrial. L’agenzia internazionale Bloomberg riporta anche l’intenzione di Marchionne di scegliere la piazza di New York come mercato principale e quella di Milano come secondario.