Chi ha chiesto mutui nel 2011: ecco l'identikit

Inviato da Redazione il Mar, 20/03/2012 - 15:46
L'anno 2011 ha mostrato un mercato del finanziamento alla famiglia per l'acquisto dell'abitazione a due velocità: il primo semestre ha sostanzialmente retto il passo del 2010, anche se ha dato un lieve segnale di rallentamento dei volumi erogati, -3%; la seconda parte d'anno registra invece un calo a doppia cifra. In base ai dati Bankitalia relativi al terzo trimestre 2011, rispetto al terzo trimestre 2010 infatti il calo è stato pari a -16%, considerando la diminuzione della domanda di mutui ipotecari nel terzo trimestre 2011, le aspettative di erogato per il quarto trimestre 2011 sono all'insegna di un ulteriore calo di mercato. Sarà necessario attendere i dati di chiusura 2011 che verranno resi noti intorno alla metà di Aprile, e che daranno una misurazione definitiva alle sensazioni di mercato.
In questo contesto è significativa "l'analisi del mutuatario" elaborata dal Gruppo Tecnocasa su un campione di 10 mila mutui erogati in Italia nel corso del 2011.
Nel 2011 le operazioni realizzate attraverso le reti di mediazione creditizia Kiron ed Epicas hanno evidenziato nel 75% dei casi un mutuatario di sesso maschile, mentre la componente femminile si attesta al restante 25% del campione.
La preponderanza di mutuatari di sesso maschile caratterizza l'Italia meridionale; si arriva a toccare l'81% di uomini che sottoscrivono un mutuo nell'intero anno 2011, che nel secondo semestre arriva fino all'82%. Il fenomeno è già stato evidenziato nel secondo semestre 2010.
Sia nel secondo semestre che nell'intero 2011 l'età media di chi ha sottoscritto un mutuo ipotecario in Italia è di 39 anni. Le aree nelle quali si accede al finanziamento ad età più avanzata sono tendenzialmente quelle dell'Italia centro meridionale ed insulare. Nelle isole il mutuatario ha mediamente 41 anni. Seguono il Meridione ed il Centro entrambe con un età media di 40 anni. Nel Nord, l'età cui si accede al finanziamento è di 38 anni.
Più di 8 mutuatari su 10 sono dei lavoratori a "posto fisso", che hanno quindi un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Se aggiungiamo poi anche la quota di pensionati, vediamo che saliamo ad oltre l'87% del campione. Il dato è rilevante in un ottica che vede il rimanente 13% del campione di competenza di un mercato del lavoro cosiddetto "flessibile" (partite iva, i professionisti, i lavoratori con contratto di lavoro da dipendente ma a tempo determinato).
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