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Cgil, Cisl e Uil: “Manovra 2019 carente di una visione del Paese”

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Nella manovra mancano le risorse per gli investimenti, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza. Così si legge nel documento unitario varato oggi da Cgil, Cisl e Uil che hanno riunito oggi a Roma gli Esecutivi nazionali per valutare il Def e la legge di Bilancio 2019 e presentare le loro proposte per la crescita e lo sviluppo del Paese.

La manovra 2019, dicono all’unisono le sigle sindacali, “mostra elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del Paese”. Da qui i sindacati hanno presentato un documento contenente le proposte che Cgil, Cisl e Uil intendono presentare per la prossima legge di bilancio, che verranno arricchite e discusse con i lavoratori, le lavoratrici, le pensionate e i pensionati in tante assemblee nei luoghi di lavoro e negli attivi unitari in tutti i territori. “Su questa base” si legge nel documento “intendiamo aprire il confronto con il Governo sostenendo le nostre proposte, anche con le forme e gli strumenti propri dell’esperienza sindacale. Queste proposte delineano un modello di sviluppo del paese fondato sulla sostenibilità sociale e ambientale, sulla solidarietà nazionale – anche in netto contrasto con scelte autonomiste che che la potrebbero compromettere. CGIL CISL e UIL vogliono un Paese che riparta dalla coesione, dall’inclusione e dall’integrazione, antidoti alle paure dell’altro, in un sistema virtuoso di convivenza in cui il lavoro può favorire le politiche di integrazione dei migranti, evitando forme di sfruttamento, di caporalato, che negando le condizioni di vita e di lavoro dignitoso, 2 favoriscono le speculazioni malavitose che si nutrono del disagio sociale. Un paese che costruisce il proprio futuro e lo rappresenta a partire dal lavoro, libero, dignitoso e di qualità, si basa su di un sistema virtuoso di convivenza, rispettoso delle necessità e dei bisogni delle persone, in un’ottica di reciprocità, chiave di volta per una reale integrazione. Soltanto una buona politica di accoglienza, equa, solidale e sostenibile può permettere una corretta integrazione, mettendoci al riparo da possibili degenerazioni razziste e xenofobe di cui l’Italia non ha certo bisogno”.