Cell Therapeutics si rifugia nell'M&A: colloqui in fase preliminare con società europee

Inviato da Redazione il Mer, 13/10/2010 - 16:46

Cell Therapeutics si siede al tavolo dell'M&A. La società biofarmaceutica avrebbe preso contatti con alcuni gruppi europei per valutare una possibile acquisizione. "Al momento ci sono opportunità molto interessanti, sottovalutate che potrebbero generare valore nella nostra pipeline. Questo è il momento principe per incontrare qualcuno". Ha spiegato James Bianco, amministratore delegato di Cell Therapeutics, in Italia in questi giorni per incontrare alcune società, con cui ha in corso colloqui in fase preliminare.

"Stiamo analizzando una serie di opportunità e siamo stati contattati anche da fondi pronti ad apportare risorse finanziarie", ha aggiunto il manager. "Non stiamo considerando società che abbiano dei costi elevati con tanto personale, ma stiamo valutando piccole aziende private che hanno piattaforme di tecnologie molto interessanti come per esempio nel settore delle immuno-terapie e che offrono programmi avanzati. Società che ci permettano di fare investimenti opportunistici".

Il tutto è ancora in una fase embrionale, ma se le trattative dovessero svilupparsi positivamente il gruppo potrà fare affidamento sul fieno messo in cascina con l'aumento di capitale da 400 milioni che aveva diviso il mercato. Dall'altra parte non è un mistero che gli ultimi dodici mesi sono stati al calor bianco per Cell Therapeutics: il titolo a Piazza Affari ha perso il 65% del suo valore e sul Nasdaq è il 67%. Sul listino americano l'azione dal dal massimo toccato nell'ottobre del 2009 da 1,20 dollari si è ridimensionato a 0,3870 centesimi.

Una valutazione che non rientra nei canoni richiesti dalla Consob americana. Per rientrare nei parametri del Nasdaq Cell Therapeutics ha intenzione di giocare la carta della proroga il prossimo primo novembre, per guadagnare altri 180 giorni in cui il gruppo spera di riportare il titolo sui livelli richiesti e di raccogliere qualche frutto dal piano annunciato che come spiegato da Bianco "prevede l'approvazione Pixantrone, il target di 100 milioni di ricavi e un Eps superiore ai 5 centesimi in ogni trimestre". Dunque la via maestra per la società biofarmaceutica resta quella di continuare a essere quotata, per continuare come sostenuto da Bianco a dare garanzie agli azionisti.

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