Cavalcata del dollaro dopo Bernanke, giù le commodity currency

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 20/06/2013 - 11:16
Fioccano gli acquisti sul biglietto verde all'indomani della Fed con Ben Bernanke che ha palesato l'intenzione di iniziare a ridurre il ritmo degli acquisti di bond entro fine 2013. Il cross dollaro/yen si è portato questa mattina fino a quota 98,28 per poi attestarsi a 97,9. La forza del dollaro ha influito anche sul cross euro/dollaro sceso in area 1,322 rispetto ai massimi a oltre 4 mesi sopra 1,34 toccati nelle ultime due sedute.

Il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, ieri sera ha rimarcato che se l'economia statunitense continuerà a procedere verso la direzione prevista gli acquisti di bond potrebbero iniziare a diminuire entro la fine dell'anno per interrompersi a metà 2014 se il target di disoccupazione venisse raggiunto. La Federal Reserve ha fornito le nuove stime sull'economia Usa: per il 2013 il Pil è visto crescere tra il 2,3% e il 2,6%, in lieve calo rispetto al range 2,3-2,8% indicato a marzo. Nel 2014 il ritmo di crescita dovrebbe aumentare i giri con un Pil visto in aumento tra il 3% e il 3,5%, mentre a marzo la Banca centrale parlava di una crescita tra il 2,9% e il 3,4%. La disoccupazione è vista a fine anno tra il 7,2% e il 7,3%, mentre nel 2014 dovrebbe scendere tra il 6,5% e il 6,8%. Proprio il 6,5% è l'obiettivo indicato dalla Federal Reserve.

Tra le valute maggiormente penalizzate oggi ci sono le commodity currency che pagano l'effetto del repentino apprezzamento del dollaro che indice sulle quotazioni delle materie prime. Il dollaro australiano in particolare questa mattina è andato a toccare i minimi dal settembre 2010 sotto quota 0,92 rispetto al dollaro Usa. Pesano anche le deboli indicazioni arrivate da Pechino con l'indice Pmi manifatturiero cinese elaborato da HSBC sceso a giugno a quota 48,3 punti rispetto ai 49,2 precedenti. Si tratta del valore più basso degli ultimi 9 mesi e sotto le attese di consensus che erano per un dato in area 49,1 punti.
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