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Catalexit: possibili impatti su portafoglio spagnolo Abertis in caso di dichiarazione Indipendenza (Crif)

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Il portafoglio spagnolo di Abertis potrebbe subire impatti in caso di dichiarazione di indipendenza da parte della Catalogna. È quanto emerge da un rapporto di Crif Rating che rileva come due contratti di concessione (Acesa e Invicat) avranno termine il 31 agosto 2021. I 545 chilometri gestiti nell’ambito di queste due concessioni sono localizzati in Catalogna. Nel medio termine e in caso di dichiarazione di indipendenza in Catalogna, il rinnovo delle concessioni rappresenta elemento di incertezza.
“La ri-domiciliazione della sede legale di Abertis, da Barcellona a Madrid, è servita a mantenere sotto controllo la volatilità di mercato creatasi in seguito al voto referendario. Tuttavia, date le particolari circostanze che caratterizzano Abertis in questo momento, con un’offerta formale di acquisto da parte di Atlantia e una potenziale controfferta da parte di Acs, la scadenza di concessioni che generano oltre un terzo dell’EBITDA realizzato dal gruppo in Spagna potrebbe costituire un punto interrogativo per gli investitori”, afferma Borja Monforte, head of international operations di Crif Ratings.
Nel 2016, Abertis ha generato un Ebitda consolidato pari a 3,2 miliardi di euro, di cui 1,1 miliardi dall’attività svolta in Spagna. E in assenza di dati precisi sull’Ebitda generato dalle due concessioni, Crif Ratings stima, sulla base di un’ipotesi di chilometri gestiti da Acesa e Invicat, che circa 350-400 milioni di euro di Ebitda all’anno potrebbero essere a rischio nel caso in cui lo scenario di indipendenza si materializzi.

Crif ravvisa inoltre una situazione di incertezza a medio termine che potrebbe avere un impatto sulle operazioni societarie in cui Abertis è attualmente coinvolta. “Il mancato rinnovo delle concessioni potrebbe essere compensato dalla sostituzione con nuove concessioni di quelle scadute, come storicamente dimostrato da Abertis”, si legge nel rapporto di Crif Rating nel quale si precisa che Abertis ha ridotto significativamente il grado di concentrazione dell’attività in Spagna negli ultimi 6 anni (nel 2011, il portafoglio ordini spagnolo rappresentava circa il 41% del totale rispetto al 19% nel 2017).